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giovedì 21 ottobre - Aggiornato alle 17:13

Dieci anni di Academy al Perugia Calcio: «Avanti con coraggio e programmazione»

Mauro Lucarini spiega i segreti del ‘serbatoio’ biancorosso: «L’entusiasmo ci spinge a migliorarci giorno dopo giorno»

Mauro Lucarini, responsabile dell'Academy

Una giornata importante per l’A.C. Perugia Football Academy. Dopo i 10 anni di presidenza Santopadre ecco i primi 10 anni di questo importante progetto che nel tempo è diventato una vero e proprio marchio di fabbrica della società biancorossa. A capo c’è come sempre Mauro Lucarini, nel frattempo divenuto vice-presidente, che ha sviluppato una vera e propria metodologia che ha un processo piramidale dove vengono inseriti metodi di lavoro e idee innovative che hanno portato alla nascita del Football Game. «Dieci anni e non sentirli. Sono passati così velocemente che sembra ieri l’inizio di questa splendida avventura che ci ha permesso di fare esperienze importanti ma soprattutto di conoscere tanti amici che grazie alla fiducia concessa e al loro meraviglioso entusiasmo ci spingono a migliorarci giorno dopo giorno e vivere emozioni che rimarranno indelebili per lungo tempo. Un grazie a tutti quelli che ne hanno fatto parte e sono ora insieme a noi, grazie a loro che possiamo dire di essere una vera famiglia..e quindi 10 anni di auguri per tutti».

La giornata Visibilmente emozionato Mauro Lucarini, responsabile del progetto.  L’evento o gli eventi che ricorda con più piacere in questi 10 anni. «Troppi e tanti, emozionanti e indimenticabili, li ricordo tutti con piacere. Cito l’Academy Cup  che è forse quello che racchiude tutto il mondo biancorosso. Ma anche la visita di Alfred Galustian, l’inventore del coerver coaching, nel 2015, è un avvenimento che rimarrà nella storia». Quante affiliate ci sono al momento? »Abbiamo raggiunto le 130 unità considerando anche le sedi estere. Non facciamo una questione di numeri ma vogliamo avere la possibilità di vivere tante esperienze per imparare e confrontarci con loro. Sappiamo che non è facile gestire un numero così elevato di club ma lavorando sodo e sentendoli vicini anche nei momenti difficili, come è stato il periodo della pandemia, ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta. Semplicità, affetto, rispetto ma soprattutto tanta voglia di confronto sono le componenti giuste per andare avanti insieme». C’è qualche giocatore che attraverso l’affiliazione ha poi raggiunto alti livelli? «Ne cito uno, il più recente, Gabriele Corradini, ora alla Fiorentina, proveniente dall’Orvietana. Ma anche altri ragazzi stanno facendo un percorso importante. “Investiamo sui giovani” è una frase che si sente spesso ma le componenti e le realtà devono essere compatte e decise a metterlo in pratica. Credo che oggi si debba parlare di coraggio, programmazione e idee che all’Italia non mancano di certo per permetterci di avvicinarci a qualche realtà europea che ne ha fatto un cavallo di battaglia».

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