mercoledì 2 dicembre - Aggiornato alle 01:29

Cura Italia, i trentamila steward: «Trattati come fantasmi, ancora una volta dimenticati»

Il presidente Andes Taroni: «Nell’ultimo decreto non ci sono coperture per questa figura professionale»

«Non si è mai fatto nulla per trasformare questo lavoro in una occupazione regolare con la creazione un idoneo contratto nazionale di categoria. Gli steward sono sempre stati pagati in modo ‘fantasioso’ e oggi molti di loro andranno in difficoltà per via dell’emergenza». Così Ferruccio Taroni, presidente dell’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza, che riunisce gli oltre trentamila steward e Delegati alla Gestione Evento (Dge) di tutta Italia, in merito alle misure adottate dal Governo con l’ultimo decreto ‘Cura Italia’.

Le misure Misure che, spiega Taroni, «non tengono nella giusta considerazione il mondo degli steward». «Con lo stop al calcio, sacrosanto per combattere contro l’emergenza sanitaria  – spiega il presidente Taroni – molti steward sono andati in difficoltà economica. Pagati chi con ex voucher, chi con ritenuta d’acconto, chi in nero, la maggioranza di loro era ormai caratterizzata da persone che venivano a lavorare non tanto per arrotondare, ma proprio per mantenersi. Adesso tutte le forme di sostegno sono, giustamente, rivolte a chi ha o aveva un lavoro ‘regolare’. Purtroppo mai si è fatto qualcosa per trasformare questo lavoro in una occupazione regolata da un idoneo contratto nazionale per la categoria. E oggi i risultati sono anche questi. Sperando che questo momento passi in fretta: ci auguriamo che nell’importante sostegno che il governo sta dando ai cittadini ci sia anche spazio per gli steward pagati fino a ieri in modo fantasioso».

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