mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:59

Crisi Perugia, l’appello di Camplone alla squadra: «Resettiamo la testa, torniamo umili, fuori gli artigli»

Il tecnico dei grifoni Camplone (foto F.Troccoli)

di Dan. Cib.

Due punti in tre partite sono «un periodo di appannamento». Stesso numero di punti e quattro gare disputate sono una crisi bella e buona: sono una bomba nucleare per chi ha da vincere il campionato. Il Perugia è scoppiato, a Catanzaro. Ha smarrito un po’ se stesso, un po’ il suo gioco, un po’ quel passo – ormai un ricordo: l’ultima vittoria risale al mese scorso, alla partita di Lecce – che gli aveva fatto raggiungere la vetta del torneo.

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Resettare la testa Crisi è, e allora crisi va affrontata. «Resettiamo il cervello», dirà ai microfoni di UmbriaTv Andrea Camplone, a fine gara. «Forse ‘l’altezza’ di stare lì, il fatto di stare in cima alla classifica ci ha fatto cambiare atteggiamento mentale. Resettiamo il cervello», ripeterà. Il Grifo di qualche settimana fa mordeva e sbranava. Quello di oggi ha gli artigli spuntati: «E invece gli artigli vanno tirati fuori, soprattutto quando incappi in giornate storte come quella di oggi. Vanno tirati fuori gli artigli, la cattiveria in certi frangenti. E un po’ bisogna pure ‘menare’, quel che ha fatto il Catanzaro e che invece non abbiamo fatto noi».

I numeri della crisi Tanto per chiarire: zero virgola cinque punti a partita sono una media retrocessione. Tanto per chiarire, però, il Perugia può comunque fare conto sul ricco bottino fin qui messo in cascina: vincendo sempre, di qui alla fine, tra soste altrui e scontri diretti, virtualmente il 5 maggio i biancorossi sarebbero comunque primi in classifica. «Già, sulla carta siamo secondi visti gli incroci con il Lecce. Ma non è il caso di fare calcoli. Piuttosto ricompattiamoci, pensiamo giorno per giorno perché cosi non si va avanti», l’appello di Camplone ai suoi. Viene da chiedersi: come? «Ripeto, mettendo in campo la cattiveria che ci è mancata contro Pisa e Catanzaro. Sotto il profilo del gioco si può sempre migliorare, senza la rabbia però…».

Il forfait di Catanzaro Il match analysis è semplice, e anche impietoso: il gol-vittoria di Marchi è arrivato «su un episodio, su palla inattiva», certo. Di contro il Perugia, va ricordato, non ha mai dato l’impressione di poter pungere le aquile. «Avevamo preparato una partita diversa», spiegherà rammaricato Camplone. Una partita più abbottonata, per far scoprire il Catanzaro e ripartire in contropiede. Invece ci siamo fatti trascinare dalla giornataccia. Abbiamo fatto tutto il contrario di quanto previsto, ci siamo fatti condizionare dagli eventi…». «Torniamo umili, torniamo a proporre un gioco corale – concluderà -. E proviamo a lavorare tranquilli, analizzando gli errori, correggendoli, senza però fare processi».

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