domenica 31 maggio - Aggiornato alle 11:56

Cosmi: «Follia pensare al calcio adesso. Sfuriata post-Frosinone? Non mi pento»

Una lunga intervista rilasciata dal tecnico del Perugia a La Gazzetta dello Sport: «C’è paura, ma la situazione non è paragonabile a quella del nord. Grifo, l’obiettivo restano i playoff»

Serse Cosmi allenatore del Perugia

di D.S.

Una lunga intervista di Serse Cosmi campeggia nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. Il tecnico ponteggiano tornato pochi mesi fa alla guida del Grifo ha parlato di tutto, con tema principale ovviamente l’emergenza Coronavirus. «Io sono a Brufa con moglie e figlio, mia figlia invece è a Ponte San Giovanni. Se mi annoio? Direi di no, qui in campagna si sta bene. Ascolto musica, riguardo vecchie partite della nazionale e la tv in generale». Gli viene chiesto com’è la situazione a Perugia… «C’è paura, ovvio, anche se la situazione non è tragica e paragonabile a quella del Nord. Ho degli amici a Brescia che mi raccontano cose terribili. Mi interessa poco dei campionato – prosegue l’Uomo del Fiume -, pensare al calcio adesso è follia. Ora bisogna salvarsi nella vita, non nella retrocessione». Cosmi torna poi sul simpatico siparietto con tanto di telefonata all’abbonata per il giorno del suo compleanno: «Una bella idea della società per rimanere vicini alla nostra gente, sono coinvolti anche i giocatori».

Il Grifo Il discorso passa poi all’aspetto puramente calcistico… «Come ho trovato Perugia al mio ritorno? Direi impigrita, bisogna ricreare quella mentalità vincente che si fatica a vedere. Non sono assolutamente pentito della scelta fatta, questo periodo difficile mi ha fatto capire quanto amo la squadra». Nei particolari… «Resto dell’idea che l’obiettivo siano i playoff, pronti via abbiamo perso col Chievo e poi sono arrivare due vittorie che ci hanno illuso. Poi le cinque sconfitte di fila, molti dei problemi sono nati perché non si è capito quello che volevamo io e il presidente, ma la vittoria sulla Salernitana può essere la svolta. Peccato che subito dopo sia arrivato lo stop». La sfuriata post Frosinone… «Non mi pento, i giocatori avevano avuto un atteggiamento insopportabile, volevo farmi capire e non mi piacciano le mezze parole, il presidente era più arrabbiato di me». Se ne è andato anche Luciano Gaucci… «Una perdita enorme, non posso dimenticare quello che ha fatto: ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia». Ultimo aspetto di tipo tattico: «L’errore che non rifarei? Il 4-3-3 con Empoli e Pisa, la squadra segnava poco e ho cambiato: errore. Il marchio di fabbrica resta il 3-5-2».

I commenti sono chiusi.