mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:44

Coppa Italia, la voglia, l’impegno e due gol non bastano: il Perugia vince 2-1 col Lecce ma è fuori

L'esultanza di Moscati dopo il 2-1 (foto Troccoli)

L’esultanza di Moscati dopo il 2-1 (foto Troccoli)

di Giovanni Baricca

Perugia vincente, ma fuori dalla Coppa Italia di Lega pro. Perugia che sovrasta il Lecce di Chevanton (2-1), che battaglia nel primo tempo e che annichilisce i giallorossi nella ripresa. Ma Perugia che china il capo alla miglior differenza reti dei salentini. Alle semifinali accede la squadra di mister Lerda.

Banco di prova Al di là del passaggio del turno, contro il Lecce, i grifoni cercavano risposte alle brutte prestazioni di Aprilia e Sorrento. In parte trovandone, soprattutto sul piano della voglia e dell’impegno: il primo tempo è combattuto, ma del Perugia; il secondo, coi salentini inesistenti, tutto a tinte biancorosse. Dell’accoglienza al veleno per Camplone, largamente pronosticata alla vigilia, dopo le dichiarazioni del tecnico nel post pareggio di Sorrento, non v’è traccia. Come del resto non v’è traccia del pubblico sugli spalti, che non più tardi di quattro anni fa (sì, pure in Coppa Italia) un match tra umbri e salentini avrebbe certamente richiamato. Spunta solo un «Bentornato Max» in Curva Nord, destinatario Benassi, a firma Army girls. Per il resto, niente striscioni e niente cori «ad personam».

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Uno a uno alla mezz’ora Osservatori in tribuna, provenienza Padova, come pure il fischietto di Chiffi, chiamato a dirigere una partita bagnata (vento e pioggia e nuvoloni manco fossimo all’equatore) e tutta in salita per i padroni di casa. Che devono agguantare un differenziale tre volte positivo (3-0, 4-1, 5-2 e via dicendo) per accedere al turno successivo di Coppa. E che già al decimo vanno in vantaggio: Fabinho per Ciofani, sponda rasoterra a centro area, appoggio facile facile del baby Politano (schierato a sorpresa al posto del francese Rantier). Ma le speranze biancorosse si arenano in fretta, nel giro di appena nove minuti: il Lecce guadagna un’innocua punizione sulla trequarti e Chevanton (cui l’aggettivo «innocuo» si coniuga malissimo) la trasforma nell’opportunità dell’uno a uno. Perché il pallone è tagliato, calibrato al limite dell’area piccola, e perché Giordano (a dirla tutta: disturbato nell’uscita) la rimette coi pugni sulla testa di un avversario; il pallone si impenna e Memushaj lo incorna in rete, a porta vuota.

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Grifo ancora sopra Col passare dei minuti, la pioggia che spazza il manto verde del “Curi” rallenta clemente la sua discesa. Ne beneficia il gioco delle due squadre, che gradualmente prendono confidenza con il pallone e coi passaggi rasoterra, fin qui dosati col contagocce. Bene il Lecce, meglio il Perugia a questo punto. Che al 35’ reclama un rigore su Ciofani, atterrato in area da Zappacosta, e che al 37’ si rifà sotto: Fabinho scodella in area, la difesa del Lecce si apre come burro caldo di fronte a un coltello e non si accorge dell’arrivo di Moscati sul secondo palo. Due a uno e partita riaperta.

Ripresa vivace del Perugia Alla ripresa è il Perugia a partire col piede sull’acceleratore: Moscati spara di destro (Petrachi è reattivo) ma è in offside; Cacioli raccoglie un pallone sugli sviluppi di un corner, Legittimo gli chiude la porta. I giallorossi restano nel tunnel degli spogliatoi. Si gioca a una porta per un quarto d’ora buono e abbondante, i biancorossi collezionano calci d’angolo a non finire (5-0 a questo punto) e al 13’ trovano pure un gol fantasma con Politano: mancino al fulmicotone dalla distanza, Petrachi non trattiene e la sfera oltrepassa (pare, pur se di poco) la linea di porta. Fabinho potrebbe ribadire in rete, ma è troppo decentrato per azzeccare il tap-in vincente. Minuto 17’: Ciofani duella in area con Di Maio che scivola e tocca il pallone con le mani. Chiffi lascia proseguire, occasione da moviola. 35’: acuto mancino di Rantier (subentrato a Cenciarelli), fondo. È il preludio del gradito rientro in campo di Liviero: accolto da applausi e sorrisi del pubblico di casa. È l’ultima emozione di una gara bene interpretata dai grifoni: l’avventura in Coppa Italia, però, per il Perugia termina qui.

IL TABELLINO DEL MATCH 

PERUGIA 2
LECCE 1

PERUGIA (4-3-3):
Giordano (1’st Koprivec); Anania, Cacioli, Lebran, Martella (36’st Liviero); Cenciarelli (31’st Rantier), Esposito, Moscati; Politano, Ciofani, Fabinho. A disp.:, Garcia, Paonessa, Moneti, Barra. All.: Camplone.

LECCE (4-3-3):
Petrachi; Vanin, Marques, Legittimo, Zappacosta; Mamushaj (38’st Pià), De Rose, Zappacosta; Jeda, Chevanton (1’st Mallore), Bustamante (13’st Giacomazzi). A disp.: Benassi, Palumbo, Di Mariano, Pino. All.: Lerda.

ARBITRO: Daniele Chiffi di Padova.
RETI: 10’pt Politano, 16’pt Memushaj, 37’pt Moscati.
NOTE: spettatori 1200 circa, di cui 50 provenienti da Lecce. Ammoniti: Cenciarelli; Di Maio. Angoli: 9-0 per il Perugia. Recuperi: 0’pt, 3’st.

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