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sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 03:41

Contrasti e non condivisione della filosofia di gioco: tra Castori e Perugia rapporto mai decollato

Dietro l’esonero dell’allenatore dopo appena sei giornate non c’è soltanto il derby: la sconfitta è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Fabrizio Castori con Marco Giannitti (foto Fabrizio Troccoli)

di Mario Mariano

Quanto ha inciso la sconfitta nel derby nell’esonero di Fabrizio Castori alla sesta giornata di campionato? Tentiamo: è stata sicuramente la goccia che ha fatto traboccare il vaso anche se il rapporto tra l’allenatore marchigiano, la squadra e la società non è mai decollato. Ci sono stati contrasti più o meno dissimulati, ma era evidente, seguendo le dichiarazioni dei calciatori, che la filosofia di gioco di Castori non è stata assimilata e, di conseguenza, condivisa. L’allenatore quando si è reso conto che qualcosa non andava ha anche provato a capire se c’era qualcuno che remasse contro, incredulo che ciò potesse accadere. Nessuno pubblicamente ha manifestato ostracismo nei confronti del più longevo allenatore del calcio professionistico, ma certi malumori sono arrivati alle orecchie dei dirigenti, che hanno cominciato a pensare che la stagione era iniziata nel peggiore dei modi e che, in assenza dei risultati, bisognava correre ai ripari.

IL PERUGIA ESONERA CASTORI, ARRIVA BALDINI

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Risultati e filosofia Chiaro che le dinamiche del calcio, i cosiddetti episodi – basterà solo fare riferimento ai rigori sbagliati da Olivieri e Di Carmine – hanno indirizzato la situazione verso la crisi, ma anche questo conferma che il destino di Castori era già segnato prima del derby. Piuttosto, l’accelerata è venuta dalla impostazione tattica della partita del Liberati, dapprima con un atteggiamento di studio e comunque non votata al gioco offensivo e poi nella ripresa con l’impiego di quattro attaccanti. Un nonsenso oltre che un non gioco. Castori paga la mancanza di risultati ma anche una non condivisione della sua filosofia, non rimodulata nonostante la società gli abbia messo a disposizione ben sei attaccanti. Dalle siepi del famoso greppo dove la squadra si allena sono arrivati gli spifferi di divergenze di vario genere, non solo sulla campagna acquisti. Contrasti sempre più evidenti, che non possono essere messi in piazza per via di rigide clausole contrattuali e che obbligano i tesserati a non raccontare nulla.

LE FOTO DELLA PARTITA

VIDEO – BANDECCHI: «UNA PARTITA A PARTE»

Arriva Baldini Ma nel calcio i silenzi non esistono. Castori sarebbe rimasto molto contrariato quando aveva veduto Gondo passare all’Ascoli per una minima differenza sull’ingaggio e Moncini trasferirsi a Ferrara. Due attaccanti che erano stati messi in cima alla lista consegnata a Giannitti. L’arrivo di Di Carmine è stato un altro motivo di non condivisione tanto è vero che l’attaccante fiorentino era sicuro che con Castori in panchina non sarebbe mai tornato a Pian di Massiano. Una volta un allenatore esonerato esprimeva il proprio punto di vista, si difendeva, replicava alla società. Castori dovrà invece tenere per sé le ragioni di una partenza lenta, troppo lenta. Arriva Silvio Baldini, carrarino tosto come il marmo di quelle famose cave, con un passato anche lui significativo, non solo per i risultati ottenuti, ma anche per decisioni estemporanee . Due mesi fa ha lasciato il Palermo perché i nuovi proprietari non lo avevano messo al centro delle decisioni che assumevano. Ora ha la possibilità di tornare a entusiasmarsi ed entusiasmare i tifosi, come ha avuto modo di dire più volte.

VIDEO – L’ATMOSFERA PRIMA DELLA PARTITA

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Una macchia Anche nel calcio non esiste che la ragione o le responsabilità siano da una sola parte. Castori dalla sua ha un curriculum imponente; ha vinto e ha perduto, ma considererà questo esonero una macchia indelebile della sua carriera carica di promozioni, dieci in tutte le categoria. Santopadre e Giannitti scegliendolo in estate hanno trascurato aspetti importanti come quello di dover passare da un calcio offensivo a uno attendista. Si erano presi paura ed erano ricorsi alla polizza salvezza, firmata da Castori. Ma tutto è naufragato. La media degli allenatori del Perugia continua ad abbassarsi.

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