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domenica 17 ottobre - Aggiornato alle 23:52

Conosciamoli meglio: il Brescia dal super attacco. Baggio, Guardiola, Hagi, Pirlo… che storia

Alla scoperta dell’avversario del Perugia. Le mitiche Rondinelli di Inzaghi puntano ad un campionato di alta classifica

Filippo Inzaghi allenatore del Brescia (foto bresciacalcio.it)

di Daniele Sborzacchi

Un inizio di campionato che conferma le ambizioni di risalita nella massima serie. Il Brescia di ‘Pippo’ Inzaghi arriva al Curi con uno score di tutto rispetto. Quattro vittorie, due pareggi ed una sola (sorprendente) sconfitta arrivata tra le mura amiche contro la matricola Como. Ma un dato al di là dei 14 punti in classifica, chiarisce bene lo stato di salute delle Rondinelle. Ovvero quello dei gol segnati, ben 19 per una media di quasi tre a partita.

La squadra I goleador al momento sono gli attaccanti Stefano Moreo e Rijad Bajic, entrambi con tre reti realizzate. E poi occhio alla capacità realizzativa del polacco Filip Jagiello, ma in generale tutta la formazione biancazzurra trova la via della rete con grande facilità. Angella e compagni sono avvisati… A fare da contraltare all’attacco, bisogna sottolineare anche una certa fragilità difensiva dei lombardi, che hanno subito sinora 12 reti. Baluardo è il finlandese Joronen, classe ’93, che tra l’altro debuttò in maglia bresciana proprio al Curi, nella partita di Coppa Italia persa contro i Grifoni datata 18 agosto 2019.

Il modulo Inzaghi usualmente schiera i suoi con il 4-3-3 o uno schieramento con due rifinitori a supporto del centravanti, esaltando appunto le doti dei suoi attaccanti. E la sua è una rosa a dir poco cosmopolita. Probabilmente contro il Perugia giocheranno in difesa Cistana e il venezuelano Chancellor, con il ceko Mateju e l’ex Grifone Pajac, croato, sulla corsia di sinistra. In mediana dirige le operazioni il giovane olandese Van de Looi (classe ’99). La stella, considerato il curriculum, è l’argentino Rodrigo Palacio, ex Bologna e Inter, in passato finalista al mondiale 2014 e simbolo del Boca Juniors.

La strategia Solitamente il Perugia ama ‘fare la partita’, impostando le sfide (soprattutto quelle casalinghe) tenendo in mano le redini del gioco. Molto conterà dalla velocità di manovra dei Grifoni al di là dell’aspetto tattico, perché questo è un aspetto in cui il Brescia ha dimostrato di andare in sofferenza.

La storia Il Brescia va considerata come una squadra di grande tradizione. Non solo i tempi di Roberto Baggio, di Pep Guardiola, di Gheorghe Hagi, di Andrea Pirlo, del presidentissimo Gino Corioni, di Carlo Mazzone che in un famoso derby contro gli ‘odiati’ cugini dell’Atalanta corse sotto la curva ospite al pari biancazzurro per esultare dopo le continue offese dei supporters bergamaschi. Sono 23 le partecipazioni alla serie A, quattro le promozioni dalla cadetteria, un trionfo nella coppa anglo-italiana ed una semifinale di Coppa Italia. Il miglior goleador di tutti i tempi in maglia bresciana è l’Airone Andrea Caracciolo, tra l’altro ex biancorosso, con 173 reti realizzate. Il bresciano più presente è invece Stefano Bonometti (421 presenze).

Il simbolo Le famose V sulle maglie sono da ricondurre ad una delle squadre di Brescia dei primi anni del XX secolo, la Voluntas. Successivamente, così si narra, un cronista veneziano durante una partita contro i bresciani, commentando un attacco dei lombardi disse: sembrano uno stormo di rondini in volo. E così nacque l’appellativo di ‘Rondinelle’ che da sempre accompagna il Brescia.

 

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