mercoledì 23 gennaio - Aggiornato alle 08:14

Clamoroso al Castel Rigone: Cucinelli sulla scia di Zamparini, ha esonerato anche Giunti

Brunello Cucinelli (foto F. Troccoli)

di Ma.Ma.

Altro che «clamoroso al Cibali», come disse Sandro Ciotti prendendo la linea durante un ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ per annunciare che la grande Inter di Helenio Herrera stava perdendo contro un Catania piccolo-piccolo.

Clamoroso Venendo ai giorni nostri  «Clamoroso al Castel Rigone», perché il decoubertiniano (ma sarà vero?) Brunello Cucinelli, patron della squadra che da anni milita in serie D, ha licenziato il secondo allenatore della stagione, quel Federico Giunti si è visto dare il benservito dopo la sconfitta con il Bastia. E a poco è valso che sia riuscito a guidare la squadra dai bassifondi della classifica al primato, salvo che appena ha infilato un paio di risultati negativi, scivolando al secondo posto, ma ad appena due punti dalla capolista Sansepolcro, l’imprenditore dalle mille risorse, il mecenate che investe nell’arte, e che produce ricchezza in tempo di super-crisi con la sua azienda che continua a crescere dopo essere sbarcata in Borsa, indossa i panni di Zamparini, il presidente del Palermo che cambia gli allenatori con incredibile facilità, e solleva dall’incarico l’ex centrocampista del Perugia.

Gli ingranaggi del calcio Cosa pensare? Che nessuno è perfetto e che un presidente, mettendo i soldi, è libero di agire come meglio crede e non deve neppure dare spiegazione al mortificato Giunti. Si conferma così che il calcio è materia complessa dove non funzionano gli stessi criteri di una azienda tradizionale: la Juventus non vinceva perché la Fiat degli Agnelli ha vissuto decenni d’oro, o perché l’avvocato Gianni fosse un grande conoscitore di calcio, piuttosto perché la famiglia Agnelli dava pieni poteri a un certo Giampiero Boniperti.

Due allenatori esonerati Ma tornando a Cucinelli, che ha dimostrato come imprenditore di valere i grandi del made in Italy, uno dei pochi in grado di produrre ricchezza in Umbria, anche in un momento tanto drammatico, (permettendosi perfino di regalare ai dipendenti un premio di produzione non sollecitato in segno di riconoscenza), fa notizia il fatto che abbia esonerato due allenatori nel giro di pochi mesi (prima di Giunti, Bocchini). Perché si è allineato, lui cosi diverso in tutto, a cominciare dal genuino interesse per la cultura e la filosofia, a quei dirigenti che pensano solo a cacciare l’allenatore quando le cose non girano bene, senza magari fare un po’ di autocritica.

C’è chi resiste Resiste al suo posto Luca Quarta, il direttore sportivo fedelissimo del presidente e allineato sulla stessa lunghezza d’onda, addirittura promosso allenatore in un finale di campionato ancora tutto da decidere. Cucinelli continuerà ad avere il suo unico tallone d’Achille nella gestione della squadra di calcio o vorrà regalare ai 100 affezionati tifosi del Castel Rigone la gioia di una promozione nel calcio professionistico? Basterà aspettare qualche domenica per vedere se il ‘Re Mida’ del cachemire, tramuterà in oro anche il pallone.

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