venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:26

Caso Pochesci, arrivano le scuse a Ventura: «Ho sbagliato». E Salvini: «Mi piaci»

Il tecnico rossoverde fa marcia indietro dopo lo sfogo sugli Azzurri. La Lega lancia l’hashtag #iostoconpochesci

di Mas. Col. 

Pochesci che si scusa, Matteo Salvini che esalta il mister su Facebook e la Lega Nord Terni che lancia una campagna social per appoggiare il tecnico. Come prevedibile lo sfogo del tecnico romano è sfuggito di mano, dopo che le sue parole durissime contro Ventura e la Nazionale domenica mattina sono finite su tutti i giornali nazionali, per la maggior parte con toni non certo lusinghieri nei confronti del mister.

Le scuse E allora ecco che il tecnico dopo la sfida contro il Novara ha rilasciato una dichiarazione di scuse. «Non volevo nel modo più assoluto – ha spiegato in sala stampa – ledere l’immagine della nostra Nazionale di calcio. Ho parlato della Nazionale da tifoso, come si fa in un bar, ed ho evidentemente sbagliato il contesto, il contenuto e la forma. Sono un grande tifoso della Nazionale quindi quelle mie parole, usando anche termini sbagliati, sono state le parole di un tifoso dispiaciuto per quello che era accaduto in campo. Voglio chiedere scusa anche al tecnico Ventura che e’ l’allenatore della nostra Nazionale e che stimo molto, e quindi non sono certo io che alleno una prestigiosa squadra di serie B, tra l’altro nelle zone basse della classifica, a poter giudicare il suo operato, sapendo peraltro gli sforzi che si stanno profondendo in questo momento. Rinnovo il mio attaccamento alla Federazione italiana gioco calcio, della quale mi onoro di far parte come tesserato».

Salvini e la Lega Intanto Matteo Salvini ha condiviso il video dell’intervista incriminata commentando con un «Mi piace questo allenatore». E la sezione di Terni del Carroccio è andata anche oltre con il segretario Federico Cini. «Fuori dagli schemi del politicamente corretto in cui troppo spesso si viene ingabbiati, quest’uomo, che a quanto mi risulta di politica non ha mai parlato, dice qualcosa che in molti pensano e lancia un messaggio chiaro e semplice. Il risultato delle politiche contro l’identità dei popoli attuate ormai da decine di anni ad ogni livello, in ogni ambito, è il puro disfacimento di quanto le nostre civiltà hanno faticosamente costruito. Come fa notare Pochesci a forza di importare ‘talenti’ stranieri nel nostro campionato i talenti italiani sono spariti. Il risultato ovviamente è un campionato pieno di calciatori stranieri e una nazionale inesistente.  L’allenatore altro non fa che portare la sua opinione in un ambito in cui è evidentemente competente, e per questo rischia addirittura il deferimento. Vorrei vedere domani tutti i social riempirsi con l’hashtag #iostoconpochesci».

@tulhaidetto

2 risposte a “Caso Pochesci, arrivano le scuse a Ventura: «Ho sbagliato». E Salvini: «Mi piaci»”

  1. Alex ha detto:

    […] È il caso invece di esaminare il “problema” degli stranieri nelle squadre da calcio dei club. A parte il fatto che questa regola vale per tutti i club europei da più di venti anni e quindi non si capisce perché se questo fosse davvero un problema, alcune nazionali siano diventate fortissime (Spagna e Germania) e altre come la nostra si siano invece involute.

    Il problema del calcio italiano invece è molto diverso e come spesso succede ha radici economiche. Quello che vedete nella foto è uno dei tanti campi di calcio che a Terni da vent’anni a questa parte sono stati riconvertiti a coltivazione di erbacce e defecazioni di cani.

    In questa città, solo nel comprensorio comunale, fino alla fine degli anni ’90 c’erano almeno dodici squadre di calcio (oltre alla Ternana ovviamente), che vantavano di avere tutti settori della scuola calcio, dai pulcini (o primicalci che dir si voglia) all’under 18. Poi ovviamente c’era la prima squadra che competeva nei campionati dilettantistici provinciali o regionali.

    Allora mandare un ragazzo a giocare a pallone significava spendere intorno alle centomila lire all’anno.
    Oggi di squadre che hanno tutto il settore scuola calcio nella stessa città ce ne sono cinque (se qualcuna nel frattempo non è scomparsa dall’ultima volta che le abbiamo contate), e mandare un ragazzo a giocare a pallone può arrivare a costare oltre 100 euro al mese, ovvero 30 volte di più degli anni ’90 alla faccia dell’inflazione ufficiale.

    Il risultato è che il numero dei ragazzi che gioca a pallone (in modo organizzato, ovvero alal scuola calcio) è diminuito fino a dimezzarsi e cosa ancora più grave è diventato un gioco possibile solo per chi ha i soldi sufficienti.

    Quello che succede a Terni succede in ogni parte del paese, e non è un caso se arriva in nazionale gente che prima non avrebbe calcato neanche gli stadi di serie B. Mancano i ragazzi. Manca il ricambio.http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/calcio-razzismo-ignoranza-ora-basta-davvero.html

  2. mario quirini ha detto:

    DEFERIMENTO DI CHEHA DETTO LA SEMPLICE VERITA SIAMO UN

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