lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 04:43

Caos a La Spezia, anche il trasferimento in Italia del Grifone Sadiq nel mirino della Procura

L’inchiesta sul giro di giovani calciatori nigeriani ha portato all’inibizione di un anno di presidente e ad spezzino. Tutti gli atleti risultano estranei ai fatti contestati

Ci sono anche i trasferimenti in Italia di Umar Sadiq, attaccante della Roma, dove ha giocato con Garcia, ora in prestito al Perugia, e di David Okereke, attaccante dello Spezia di Marino in B, tra quelli finiti nell’inchiesta della squadra mobile di La Spezia che ha portato all’inibizione per un anno del presidente e dell’ad dello Spezia Calcio, nonché del presidente del Valdivara Cinque Terre. Lo si apprende da fonti investigative. Sarebbero tredici i baby calciatori sul cui arrivo Italia sta indagando la procura spezzina. Tutti risultano estranei ai fatti contestati. Tra loro Sadiq e Nura, approdati allo Spezia nel 2013 e rivenduti entrambi due anni dopo alla Roma per 5 milioni; Orji Okwonkwo, attaccante acquistato nel 2016 dal Bologna direttamente dall’Accademia di Abuja; la punta dello Spezia Okereke arrivato in Italia nel 2014. Nella lista anche Theophilus Awua e Abdullhahi Suleiman, arrivati nel 2015: il primo, centrocampista, gioca nel Rende in Lega Pro dopo essere stato in prestito all’Inter, il secondo è un attaccante dello Spezia. «Il complesso dell’attività investigativa – comunicano dalla Questura della Spezia – ha messo in luce l’esistenza di un vero e proprio ‘sistema’ finalizzato a far giungere e poi permanere in Italia giovani promettenti atleti minorenni, di nazionalità nigeriana, selezionati nella scuola calcio di Abuja».

L’inchiesta Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile della Spezia, che nei giorni scorsi ha perquisito le sedi dello Spezia Calcio, del Valdivara Cinque Terre e di altri soggetti legati alle società, una volta selezionati i ragazzi più promettenti nella scuola calcio di Abuja, veniva formalizzata e ottenuta dall’ambasciata italiana in Nigeria l’autorizzazione all’espatrio e i vertici si sarebbero impegnati a far rientrare i ragazzi in patria al termine degli eventi sportivi. I giovani, trasferiti e mantenuti in Italia sempre a spese della società ligure in occasione di eventi come il torneo di Viareggio, venivano fatti risultare come ‘minori non accompagnati’ e prima della scadenza del visto temporaneo, nonostante i baby calciatori fossero già stati formalmente affidati a un tutore legale della scuola calcio di Abuja, venivano affidati a altri soggetti legati indirettamente allo Spezia Calcio che ottenevano un decreto di nomina a tutore. Per ottenere il rilascio del visto di ingresso per soggiorno temporaneo i minori venivano iscritti a scuola che, però, di fatto non avrebbero mai frequentato. Secondo gli inquirenti a essere aggirate non sarebbero state solo le norme sull’immigrazione ma anche quelle della Fifa che impediscono alle società professionistiche di tesserare giocatori minorenni provenienti dall’estero ma che ammettono eccezioni per quelle dilettantistiche: in questo caso, sarebbero stati operati tesseramenti fittizi di baby calciatori presso squadre dilettantistiche, in attesa del compimento della maggiore età e in vista del successivo tesseramento allo Spezia Calcio. Un metodo che secondo gli inquirenti garantirebbe alla società professionistica di ricavare importanti plusvalenze, con la successiva cessione di calciatori a importanti club professionistici.

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