giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:54

Benedetti a ‘Pallonate’: «Tanti campioni sono diventati amici»

L’ex sovrintendente di Polizia: «Dopo l’impresa Allegri ha risposto ai miei complimenti». Stefania Palomba: «Autostima, elemento fondamentale»

Da sinistra Daniele Sborzacchi, Stefania Palomba, Mario Benedetti, Mario Mariano

«Grazie tanto amico mio». Dieci minuti dopo il trionfo della Juventus sull’Atletico Madrid, Massimiliano Allegri ha risposto al messaggio di complimenti inviatogli da Mario Benedetti, ospite della puntata di Pallonate, social format di Umbria24 condotto da Mario Mariano e Daniele Sborzacchi. «Sono passati più di 20 anni da quando ho incrociato la mia vita con quella dell’allenatore della Juventus, ma il rapporto è rimasto lo stesso – dice Benedetti, ex sovrintendente della Polizia di Stato, una carriera nelle Forze Armate a difendere i cittadini ed a preservare personalità del mondo dello sport e delle istituzioni. «Ho conosciuto tanti campioni, ma il mio rapporto con loro è stato sempre alla pari, costruttivo, duraturo nel tempo». In cima ai suoi amici-campioni preferiti, Mario Benedetti mette Francesco Totti anche perché «subito dopo il Perugia, città che amo da 40 anni ci metto la Roma del mio capitano». Benedetti e l’altra ospite Stefania Palomba si sono soffermati anche sulla saluta fisica e mentale in una società in continua evoluzione, con il pericolo dietro l’angolo della tecnologia e dello stress, che alimenta comportamenti spregiudicati nei confronti delle fasce deboli. «E’ necessario rafforzare l’autostima delle persone per poter vivere meglio – dice Stefania Palomba, impegnata tra le altre cose nella campagna ‘Settimana del Cervello’ giunta alla quarta edizione-, avere la forza di conoscere e sostenere le proprie tesi, per rafforzare i propri valori, i propri punti di forza». Benedetti da alcuni anni si occupa di organizzare corsi di autodifesa per donne: «Agisco insieme ad altri esperti, una team multidisciplinare che opera sia sul piano mentale che nella difesa fisica. Serve percepire qualsiasi pericolo prima che i fatti violenti possano realizzarsi. Le donne hanno un obbligo preciso: quello di trovare degli interlocutori che siano in grado di ascoltarle. L’ascolto è determinante per percepire nel confronto un vero pericolo di violenza».

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