mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 16:07

Aggancio alla vetta: il Grifo in rimonta fa 2-1 contro il Viareggio dell’ex Lucarelli. E il Frosinone è lì

Dan. Cib.

Grifo a cavallo… di una zebra: Viareggio domato 2-1, canarini (il Frosinone) chiusi in gabbia dal turno di stop, vetta agganciata a quota 59 punti. Al Renato Curi va sotto e recupera, il Perugia. Incassa un gol dalla squadra del doppio ex Lucarelli, però la rabbia e le motivazioni alla fine hanno la meglio. Pareggia i conti «Gol mai banali» Mazzeo, stavolta a segno in rovesciata; raddoppia Scognamiglio (quarto gol stagionale) e al 90’ è 2-1. Paura tanta per venti minuti? Se lo chiedete ai diecimila che domenica erano allo stadio vi risponderanno senza incertezze: «Sì». Ma in fondo in fondo contava vincere, no? «E abbiamo vinto», dirà Camplone nel post partia.

Fotogallery

Non c’è storia, non c’è partita Pronti-via e l’allenatore biancorosso comanda: «Via ad attaccare». Dall’altra parte Lucarelli ordina difesa ermetica, pressing alto, tutti a giocare sulle seconde palle. La strategia del livornese regge mezz’ora e pure meno, si esaurisce quando cedono i polmoni. E nel frattempo non produce, malasorte ospite, un pallone di rapina che sia uno. Si gioca a una porta, quindi, a una sola metà campo: il Perugia squarcia il Viareggio con semplicità disarmante. Però si inceppa a tu per tu con Gazzoli. Succede a Mazzeo (3’), intralciato al tiro da Falasco. Succede a Fabinho (5’), chiuso in corner dall’estremo difensore. Succede a Scognamiglio (12’, bordata da fuori sopra la traversa) e via via un po’ a tutti gli altri. C’è solo il Grifo per intensità, voglia e briallantezza. La Zebra sonnecchia, tutta raccolta com’è di fronte al proprio capitano, non a caso il portiere. E infatti fatica a contenere i biancorossi. Dopo neppure trenta minuti Piana e Conson, coppia di difensori centrali, vengono ammoniti. E il match si trasforma in un tiro al bersaglio. Inaugura Filipe (punizione sopra la traversa), seguono a ruota Fabinho (intervento in due tempi di Gazzoli), Nicco e Scognamiglio (un paio di bordate da fuori). Chiude Eusepi la roulette di chance del primo tempo: Gazzoli, sollecitatissimo, quindi attento, nega di nuovo. Il problema è che nel calcio non sai mai da che parte spingerà il pallone Eupalla, alla prima indecisione dell’uno o dell’altro contendete.

Dallo 0-1 al 2-1 in due minuti Al primo capriccio di un dio sciagurato: al 46’ le vie di Koprivec e del Viareggio non si sono ancora incrociate (solo un palo scheggiato da Conson, stop, alt, nisba, nulla di più), eppure, al 46’, Piana trasforma in 0-1 il primo corner bianconero della partita. Renato Curi ammutolito di colpo, toscani in vantaggio, radioline ciociare sintonizzate su «Radio felicità». Franco, ultima emozione di una frazione da maledire, spara sul fondo a porta vuota e sciupa il pari. Da mangiarsi mani e gomiti. Soprattutto se al pronti-via della ripresa, sponda opposta, Benedetti avesse infilato il suggerimento (svarione Scognamiglio) di Marongiu in area piccola. Invece il vento degli dei gira di nuovo, e in due miuti il Grifo graffia due volte. Dallo 0-1 al 2-1 in un battito di ciglia. Corner locale, la palla rimbalza, il guardalinee sbandiera l’offside di chissà chi: Pagliardini con coraggio fa proseguire, Mazzeo rovescia (12’) e insacca in rete. Il Viareggio protesta, però no serve. Gol. Il resto lo fa Scognamiglio (14’), che stampa in porta, di testa, un tiro di Nicco provvidenzialmente smorzato dalla retroguardia ospite. Lucarelli si gioca i tre cambi, ma ormai Perugia può festeggiare. Non correrà altri pericoli la porta di Koprivec. Mentre Gazzoli dovrà guardarsi, da lì alla fine, da mille e uno scorribande dei Camplone boys.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.