mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:22

Addio ad Angelillo, il bomber dei ’33’ gol che all’Angelana diventò allenatore

Morto ad 80 anni un mito del calcio, nel ’58-59 fu capocannoniere con la cifra record per campionati a 18. Il ricordo di Ghirga: «Quei colloqui con Mazzetti…»

Angelillo premiato ed una vecchia foto con l'Angelana

di D.S.

Addio ad una delle figure simbolo del calcio: Antonio Valentin Angelillo é  morto in ospedale a Siena all’età di 80 anni. Ex attaccante di Inter, Roma e Milan, e primatista di reti segnate in un campionato di serie A a 18 squadre, con 33 gol, è stato da sempre considerato uno dei ‘ribelli’ del mondo del pallone anni ’60, insieme a Omar Sivori. Concluse la sua grande carriera in Umbria, nelle fila dell’Angelana con cui dal 1969 al 1971 rivestì il ruolo di calciatore/allenatore, nell’allora serie D con al timone societario il presidente Antonio Linguaglossa. In pratica quella con i giallorossi angelani fu la sua prima esperienza da tecnico, nella quale prima retrocedette per poi risalire immediatamente la stagione successiva.

Il ricordo di Ghirga In quell’Angelana c’era anche Luciano Ghirga, noto avvocato perugino ed in passato anche presidente del Grifo, che ricorda l’antico maestro: «Avevo 25 anni, il mister era alle prime armi ed io favorii più incontri tra lui e Guido Mazzetti. Parlavano di tattica, ad Angelillo piaceva anche Perugia e assieme frequentavamo alcuni imprenditori. Il primo anno retrocedemmo, ma l’anno successivo fu promozione con bel calcio, un’esperienza importante anche per Angelillo che si trasferii dopo quel successo al Montevarchi in serie C. Lo ricordo con nostalgia, al pari di quella dei miei ottimi compagni di quella bella avventura con il presidente Linguaglossa».

La carriera Nato a Buenos Aires il 5 settembre 1937, dopo aver giocato nel Boca Juniors e aver esordito in Coppa America vinta dall’Argentina grazie ai suoi gol, nell’estate 1957 arriva all’Inter ed al primo campionato segna subito 16 reti. Nel 1958-59 la consacrazione: Angelillo stabilisce il primato di 33 gol per un campionato a 18 squadre (ne segnò cinque alla Spal), totale superato da ‘Pipita’ Gonzalo Higuain nell’ultima stagione a Napoli però in un campionato a venti squadre. Nel 1961-’62, passa alla Roma per la cifra record di 270 milioni. Debutta da ‘oriundo’ anche nella Nazionale italiana (era stato naturalizzato grazie alle origini lucane del nonno) ma poi non viene convocato per i Mondiali in Cile. Giocherà poi con Genoa, Milan (uno Scudetto), Lecco e Napoli. Infine la parentesi a Santa Maria degli Angeli. Allenerà poi Montevarchi, Chieti, Campobasso, Rimini, Brescia, Reggina, Pescara ed Arezzo con cui vince Coppa Italia di C ed ottiene la promozione in B, sfiorando l’anno successivo quella in serie A.  Guiderà poi anche Avellino, Palermo, Mantova, ancora Arezzo, Far Rabat in Marocco e Torres.

 

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