domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:35
21 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:45

Spoleto, Tar boccia l’ampliamento della discarica: «Serviva la valutazione di impatto ambientale»

Accolto il doppio ricorso dei proprietari dei terreni e annullati gli atti della Regione. Lega e M5s annunciano interrogazioni urgenti

Spoleto, Tar boccia l’ampliamento della discarica: «Serviva la valutazione di impatto ambientale»
La discarica di Sant'Orsola

di Chiara Fabrizi

Annullati gli atti con cui nel 2013 e nel 2014 la Regione ha escluso dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) il progetto di modifica delle copertura della discarica di Spoleto e relativo conferimento di maggiori cubature di quelle previste, ma anche la determina che ha autorizzato la ripresa dei conferimenti a Sant’Orsola contestualmente all’avvio delle opere di consolidamento dell’argine. E’ una doppia sentenza destinata a creare più di un problema a Regione, Provincia di Perugia e Vus, quella emessa dal Tar dell’Umbria che ha accolto i ricorsi presentati dai proprietari di alcuni terreni su cui insiste la discarica e di appezzamenti confinanti. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano Il Messaggero.

Tar boccia l’ampliamento della discarica In particolare il collegio dei giudici amministrativi (presidente Potenza, consiglieri Fantini e Santini) hanno evidenziato come il codice dell’ambiente disponga l’esclusione alla Via soltanto se il il progetto non ha impatti negativi e significativi sull’ambiente, ossia quando sussiste un determinato grado di certezza «ma dall’analisi dei provvedimenti impugnati – si legge in sentenza – non si rileva questa certezza sull’assenza  di qualsivoglia impatto sulle matrici ambientali interessate dal progettato intervento». In questo senso nel mirino finiscono i pareri istruttori dell’Arpa, del Servizio geologico e sismico, dell’unità organizzativa per la bonifica di siti e aree inquinate da cui si evince «il precario assetto morfologico di una parte della discarica; la potenziale contaminazione dell’area; e la necessità di bonifica».

«Serviva la valutazione di impatto ambientale» Per i giudici del Tar «emerge uno stato di conclamato inquinamento dell’area nonché uno stato di fatto dei rifiuti sino ad ora abbancati che, in ragione del loro precario assetto, potrebbe seriamente dare luogo ad ulteriori problemi di inquinamento ambientale. In estrema sintesi: una situazione sicuramente tutt’altro che scevra da possibili e significativi impatti sull’ambiente». Da qui l’annullamento delle determinazioni dirigenziali della Regione con cui è stata approvata la modifica delle coperture dei rifiuti di Sant’Orsola e dato il via libera alla ripresa dei conferimenti anche coi lavori di consolidamento dell’argine. Con ogni probabilità la doppia sentenza del Tar verrà impugnata dall’ente di fronte al Consiglio di Stato, ma quali saranno gli effetti della pronuncia nella gestione dei rifiuti prodotti dai 160 mila umbri residenti tra Spoleto, Foligno e Valnerina sono ancora tutti da decifrare.

Interrogazione urgente della Lega e M5s Sulla pronuncia dei giudici è intervenuta mercoledì mattina anche la Lega Nord. I consiglieri regionali Emanuele Fiorini e Valerio Mancini hanno infatti annunciato la presentazione di un’interrogazione urgente alla giunta «sullo stato della discarica di Spoleto e i provvedimenti che l’esecutivo intende adottare a seguito della sentenza. Sulla gestione di Sant’Orsola – ricordano i due esponenti del Carroccio – la Regione è stata coinvolta in vicende giudiziarie di fronte alla magistratura amministrativa e nei confronti delle quali è risultata soccombente, con il conseguente spreco di soldi dei cittadini per ripagare tali scelte scellerate». Un’altra interrogazione urgente è stata annunciata dal M5s, attraverso i consiglieri regionali del M5s, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, ma anche quella comunale Elisa Bassetti: «I giudici evidenziano come nonostante la sostanziale presa d’atto degli effetti potenzialmente negativi sull’ambiente, la Regione ha comunque agito in violazione della norma, esercitando un “eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento”, quando da tempo era viceversa stato evidenziato come quella zona fosse già fortemente inquinata dal percolato fuoriuscito a causa di rotture del telo, con grandi pericoli per la salute pubblica. Ancora una volta i soldi dei cittadini verranno utilizzati per riparare ai danni della cattiva politica, ma nel frattempo un’interrogazione urgente M5S sia in Comune che in Regione incalzerà gli enti per ottenere l’immediata chiusura della discarica e un nuovo piano di gestione dell’emergenza rifiuti in Ati3 nel già disastrato quadro regionale».

@chilodice

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