martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:11
6 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:45

Spoleto, sindaco chiede aiuto alla Regione per l’ex convitto Inps: «È un monumento alla vergogna»

Cardarelli in pressing sull'istituto per recuperare il centralissimo immobile e trasformarlo in una maxi residenza assistenziale. Chianella: «Sollecitiamo apertura confronto»

Spoleto, sindaco chiede aiuto alla Regione per l’ex convitto Inps: «È un monumento alla vergogna»
L'ex convitto femminile

di Chia.Fa.

«È un monumento alla vergogna nel cuore del centro storico e un insulto alla città, chiedo aiuto alla Regione per convincere l’Inps che è proprietario a valutare accuratamente il progetto di trasformazione dello stabile in una residenza per anziani e persone assistite dall’Asl».

Recupero dell’ex convitto femminile Così il sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, torna alla carica sull’ex convitto femminile di viale Matteotti smantellato oltre trenta anni fa e ormai in condizioni di forte degrado. Del futuro dell’immenso stabile si parla ormai da anni, soprattutto dopo che un gruppo di privati avrebbe tentato senza successo di proporre un progetto di recupero e trasformazione in una casa per anziani. Un’ipotesi naufragata ma, si è appreso, rilanciata circa un anno fa dal sindaco Cardarelli che ha bussato alle porte della direzione generale dell’Istituto di previdenza chiedendo di valutare un intervento analogo. I dettagli non sono noti, si sa però che dopo quell’incontro nessuno si è più fatto vivo: «Si tratta di un investimento compreso tra gli 8 e i 10 milioni su cui c’è anche l’interesse dell’Asl che lì, in un’area molto vicina al nuovo polo sanitario di San Carlo, era disponibile a trasferire gli ospiti di alcune strutture residenziali».

Il progetto di una casa per anziani Secondo il sindaco l’immobile potrebbe ospitare oltre cento persone e mettere in moto una macchina con ricadute occupazionali ed economiche notevoli per il centro storico: «Secondo noi l’operazione è buona anche per l’Inps che intanto recupererebbe il valore dell’immobile, ma potrebbe anche trovare la sponda dell’Asl. Eppure – ha detto Cardarelli durante la cerimonia di consegna delle case popolari – nessuno ci ha mai ricontatti e anzi si sono offesi quando per sollecitarli gli ho detto che l’ex convitto per le condizioni in cui versa non è altro che un insulto a Spoleto». Da qui la richiesta alla Regione e in particolare all’assessore Giuseppe Chianella: «La città non può permettersi quel catafalco  nel cuore del centro storico – sono state le parole del sindaco – per cui vi invito a sostenere l’azione di pressing che abbiamo avviato nel tentativo di sbloccare l’impasse». Sul punto Chianella, che si è riservato approfondimenti sulla questione, ha comunque manifestato disponibilità: «Siamo sempre al fianco degli enti locali, specie per interventi di riqualificazione urbana, la proprietà non è nostra come sapete, ma siamo pronti ad attivare interlocuzioni e a sollecitare l’Inps per aprire il confronto».

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  • gianfiorello

    E invece una bella struttura alberghiera, magari con Spa, fitness ecc non è possibile? Paura di dar fastidio agli hotellieri locali?

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