mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:16
23 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:40

Spoleto, demolizione degli impianti sportivi di Montarello: ecco lo studio della Bonifica

L'analisi in 2D consegnata al sindaco Cardarelli: «Rischio di piena duecentennale»

Spoleto, demolizione degli impianti sportivi di Montarello: ecco lo studio della Bonifica
Il Circolo tennis Montarello

di C.F.

«Rischio di piena duecentennale». Questo l’esito dello studio sul rischio idrogeologico elaborato dal Consorzio di Bonifica in collaborazione con uno studio toscano specializzato in ingegneria idraulica per la zona di Montarello su cui con doppia sentenza il Tar dell’Umbria ha recentemente confermato la demolizione a causa del rischio idrogeologico rilevato nell’area su cui insistono campi da tennis, calcetto, bocciofila e la pista del ruzzolone.

«Rischio di piena duecentennale» L’analisi di dettaglio in 2D compiuta dall’ente di Palazzo Leti Sansi su richiesta del Comune di Spoleto ridimensiona significativamente i rischi di esondazione del Marroggia che scorre a due passi dagli impianti sportivi, aprendo qualche modesto spiraglio sulla possibilità di risolvere la delicatissima vicenda attraverso la realizzazione di opere di tipo idraulico. Gli interventi idraulici necessari non sono stati codificati, che ha invece mappato col software Flow l’area di proprietà del Demanio su cui sono stati edificati senza autorizzazione i volumi contestati.

Lo studio della Bonifica A entrare nel merito è direttamente il sindaco Fabrizio Cardarelli, che nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha rivelato la presenza dello studio: «Si tratta di uno studio che dimostra sostanzialmente l’assenza di effetti nefasti nell’area in questione, facendo anche una serie di previsioni e configurando pericoli marginali. Ad esempio – spiega – che il rischio di allagamento dell’area può verificarsi al massimo ogni 200 anni peraltro con un’altezza massima dell’acqua stimata in 50 centimetri».

Il sindaco Cardarelli Tuttavia il problema ha anche un profilo amministrativo con l’ente che, stando alla sentenza del Tar dell’aprile scorso, è chiamato a emettere due nuove ordinanze di demolizione, una per i manufatti dell’associazione Ruzzolone e l’altra per quelli del Circolo tennis, dopo che i tentativi di sanatoria non sono andati a buon fine, al pari dei ricorsi presentati di fronte ai giudici amministrativi: «Dobbiamo garantire l’osservanza della leggi e questi volumi andavano sanati molti anni fa, ora il percorso stretto ma abbiamo comunque avviato interlocuzioni ma dobbiamo solo sperare in un’apertura da parte del Demanio (proprietario delle aree, ndr) e della Regione, perché riteniamo – conclude il sindaco – necessari tutti i tentativi per tentare di individuare una soluzione, fermo restando il rispetto delle norme».

Twitter @chilodice

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