lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:14
12 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:45

Spoleto, bagarre politica tra maggioranza e opposizione: tiene banco il caso Speranza

Per il capogruppo dimissionario spunta contenzioso col Comune, Pd e M5s: «Via a verifiche su regolarità elezione». Rinnovamento e Spoleto popolare contrattaccano

Spoleto, bagarre politica tra maggioranza e opposizione: tiene banco il caso Speranza
Il Comune di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Bagarre politica. Resta altissima la tensione tra le forze di maggioranza e opposizione che negli ultimi giorni sono tornate a battagliare su più fronti. A rinfocolare lo scontro il Partito democratico che con una nota stampa ha affermato: «La nave del sindaco Fabrizio Cardarelli sta per affondare».

L’attacco del Pd a tutto campo Nel mirino c’è l’addio alla maggioranza di quattro consiglieri, «le improvvide» dichiarazioni del vicesindaco Maria Elena Bececco sul nome dell’ospedale unico con Foligno e «l’assenza dell’amministrazione sui temi dello sviluppo economico, a cominciare dall’abbandono della vertenza ex Pozzi coi lavoratori lasciati al proprio destino». Le bordate del Pd proseguono «sullo stato di degrado in cui versano prima periferia e frazioni», ma anche con la «figuraccia rimediata sull’Art bonus che ha visto Spoleto ultima nella graduatoria per i risultati ottenuti tra le medie città».

Caso Speranza Ma c’è una questione che più di altre sta impegnando in questi giorni i democratici e non solo, ossia le «clamorose e misteriose dimissioni del capogruppo Gianluca Speranza» su cui il gruppo Pd assicura di «andare sino in fondo per appurarne i retroscena con tutte le conseguenze giuridiche e politiche del caso». Stando a quanto risulta Speranza, che ufficialmente ha lasciato maggioranza e consiglio per «motivi personali», avrebbe un contenzioso di alcune migliaia di euro col Comune per tariffe non pagate in relazione ad alcuni servizi erogati anni fa dall’ente.

M5s chiede accesso agli atti La questione, emerge in queste ore, sarebbe piuttosto delicata in relazione all’eleggibilità del consigliere con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di validità degli atti deliberati dalla massima assemblea. Sul punto anche il M5s, con una nota firmata dalla consigliera comunale Elisa Bassetti e dal senatore Stefano Lucidi, chiede chiarezza: «Le dimissioni di Speranza non sono avvenute per dissidi politici per questo nei prossimi giorni presenteremo una richiesta di accesso atti per avere chiarimenti circa la posizione del consigliere con particolare riferimento alla sua posizione sia di candidato alle scorse elezioni comunali che quella di consigliere eletto in maggioranza».

«Accertare profili di incompatibilità» L’obiettivo dichiarato è «verificare la correttezza dell’iter di convalida dell’elezione e sopratutto se esistono dei profili di incompatibilità che possono aver determinato non solo le dimissioni ma anche la decadenza di taluni atti approvati dalla maggioranza. Intendiamo in questo modo non solo chiarire, ma portare a conoscenza dei cittadini informazioni di conoscenza necessaria, che ruotano intorno a una giunta comunale oramai in declino e che difficilmente riuscirà ad arrivare a fine mandato».

La difesa della maggioranza A replicare sono i gruppi di maggioranza che, evitando di esprimersi sul caso Speranza, scrivono: «C’è una cosa su cui concordiamo con il Pd e cioè che non è questa la città che gli spoletini meritano. Non certo quella in cui la Corte dei Conti sentenzia rilevanti richieste di ristoro economico sulla vicenda buco di bilancio, delle quali alcune a carico di eminenti membri della loro amministrazione. Certificazione oggettiva dei gravissimi danni da loro inflitti a una città che non li merita, facendo il paio con altre vicende del tipo: mancato esproprio della Posterna, mancato esproprio del cimitero di San Sabino, mancata formalizzazione dell’acquisto del terreno di Piazza d’Armi e relativa perdita della molto cospicua caparra».

«Abbiamo i numeri per governare» E poi: «Comprendiamo il bisogno di fare opposizione e quindi sollevare casi (vedi quello sulla ex Pozzi), la cui verità è tutt’altra o continuare con la stucchevole polemica sull’ospedale, sul quale sono state fornite varie assicurazioni, nonchè sulla mozione di sfiducia al vicesindaco Bececco che ha tutto il nostro appoggio, ma c’è un’ altra cosa palesemente discutibile. Già, perché la matematica rimane comunque scienza esatta e paradigmatica. Per cui invitiamo il Pd a rifare i conti, perché temiamo si sia incorso in qualche errore. Che poi si accenni a ricorsi esterni, la cosa, chissà come mai, ci suscita qualche non lontano ricordo. Da ultimo sul concetto di irresponsabilità basterebbe citare il pensiero della governatrice Marini sul capogruppo consiliare Pd (Dante Andrea Rossi, ndr)».

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