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sabato 27 novembre - Aggiornato alle 01:10

Umbria jazz, sul palco dell’Arena la vena poetica e l’equilibrio del trio di Mehldau

Mercoledì sera è stata la serata del pianista, che mosse i primi passi a Perugia molti anni fa, e del quartetto di Marsalis

Il trio di Mehldau (foto Umbria Jazz)

di Danilo Nardoni

Per il suo giro di boa Umbria Jazz ha calato l’asso del trio. Non di uno qualunque, ma quello di Brad Mehldau che mercoledì sera all’Arena Santa Giuliana di Perugia ha portato l’unicità del suo tocco sulla tastiera del pianoforte accompagnato dalla solidità dei suoi partner, il contrabbassista Larry Grenadier e il batterista Jeff Ballard. Il pianista, dopo un inizio che ha messo in evidenza la sua forte identità artistica, ha preso anche la parola, cosa non usuale durante i suoi concerti, e salutato ricordando che è sempre un piacere per lui tornare a Perugia. Del resto per Umbria Jazz il ritorno di Mehldau è in ogni caso un avvenimento perché il pubblico del festival fin dall’esordio del suo trio nel 1997, con un leggendario ciclo di concerti in una piccola sala, ha dimostrato di avere un debole per questo pianista dalla straordinaria vena poetica e capace di produrre emozioni attraverso la musica.

VIDEO – IL CONCERTO DEL QUARTETTO DI BRANDFORD MARSALIS 

La serata Il classico trio si è confermato ancora una volta, e su un palco prestigioso come quello di Umbria Jazz, la formula identitaria di Mehldau, quella che, anche secondo i suoi fans, ne descrive in modo ideale la mission artistica. Al centro un equilibrio magico tra tutte e tre le parti, piano, contrabbasso e batteria. L’atmosfera poi è cambiata, con un’altra star del jazz americano come Branford Marsalis con il suo meraviglioso quartetto che ha preso la scena per la seconda parte della serata all’Arena. A metà del suo percorso Umbria Jazz – nell’edizione rivista e ridotta causa pandemia che ha registrato pure dei forfait ha ancora in serbo però alcune frecce al suo arco, all’Arena e non solo. Giovedì sera tocca al trombettista Paolo Fresu con «Heroes», suggestivo omaggio a David Bowie, e a una star internazionale come Imany, al suo esordio al festival. Altra cantante molto attesa è Angélique Kidjo, per la quale invece quello di venerdì sarà un ritorno, dopo il progetto, quattro anni fa, dedicato a Celia Cruz (per quel disco vinse un Grammy). Prosegue inoltre, fino al 18 luglio al Teatro Morlacchi, la rassegna nella rassegna, quella dedicata alle orchestre italiane.

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