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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 09:54

Umbria Jazz, l’Orchestra da camera di Perugia insieme a Wayne Shorter: «Musica di ampio respiro che va oltre i generi»

Venerdì all’Arena l’esecuzione della suite «Emanon». Il sassofonista Morbidini: «Produzione ingentee impegno notevole per i musicisti»

Shorter nel 2014 sul palco dell'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Uno dei concerti più importanti di questa edizione 2017 di Umbria Jazz sarà quello di venerdì sera all’Arena Santa Giuliana, quando sul palco salirà Wayne Shorter, uno dei dei grandi padri del jazz ancora in circolazione. La serata sarà divisa in due parti, ma sempre con al centro il sassofonista: nella prima Shorter suonerà con il suo quartetto attivo ormai da oltre 15 anni, ovvero quello con Danilo Perez al piano, John Patitucci al contrabbasso e Brian Blade alla batteria, mentre nella seconda lo farà insieme all’Orchestra da camera di Perugia, arricchita da alcuni musicisti jazz. Al centro ci sarà «Emanon», la pièce scritta da Shorter stesso (eseguita dal vivo pochissime volte) che fa parte di un album per la Blue Note di prossima pubblicazione. «Emanon», ovvero «no name» scritto al contrario, è una suite orchestrale divisa in tre movimenti che si chiamano Pegasus, Prometheus Unbound e The Three Marias: «Science-fiction» l’ha chiamata recentemente il sassofonista, «una sorta di multi-universo». Insomma, la fantascienza e le suggestioni che genera continua ancora a influenzare il musicista.

Il racconto Come accaduto negli altri concerti di Shorter in giro per l’Europa, dove sono state coinvolte formazioni locali, a Perugia a eseguire «Emanon» insieme al musicista sarà l’Orchestra da camera di Perugia; una sfida impegnativa e sicuramente emozionante. Le prove con Shorter si terranno giovedì fuori dal centro storico e Manuele Morbidini, sassofonista perugino che fa parte del progetto, ne parla così: «Si tratta di un materiale estremamente complesso – racconta a Umbria24 – di una musica molto ricercata e impegnativa, difficile da suonare e pensata per un’orchestra sinfonica. Si tratta di un materiale di ampio respiro, che va oltre i generi e che prevede molte cose inusuali per musicisti classici». Morbidini ne parla come di «uno dei concerti più importanti di questa edizione di Umbria Jazz, che prevede un impegno notevole per l’orchestra. È una produzione ingente che richiede un grande sforzo, una data unica in Italia mentre in Europa questa suite è stata eseguita solo poche volte». Uno spettacolo, quindi, da non perdere.

Twitter @DanieleBovi

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