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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 02:23

Umbria Jazz, la (breve) giornata perugina di Jarrett. Rimasti solo 150 biglietti da 120 euro

Jarrett, Peacock e DeJohnette nel 2007 a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Comincerà dall’aeroporto San Francesco di Perugia la giornata perugina di Keith Jarrett e del suo trio. Una domenica che segna la «pace» tra il pianista di Allentown, la città e il festival dopo i fatti del 2007. Una giornata breve come si poteva immaginare. I tre musicisti infatti arriveranno con un volo privato da Nizza nel pomeriggio di domenica. Dall’aeroporto Jarrett, Peacock e DeJohnette raggiungeranno l’Arena Santa Giuliana per il soundcheck, terminato il quale il trio assaggerà i piatti preparati in un ristorante del centro. Poi la «portata» principale, il concerto con inizio alle 21, carico d’attesa e del fascino che si portano dietro i ritorni dopo una rottura di sei anni. Finito lo show, Jarrett e soci risaliranno sull’aereo che li riporterà a Nizza.

Verso il sold out I biglietti più economici sono spariti già da settimane: terminati quelli per la gradinata (35 euro), idem per il secondo settore numerato (75 euro); a disposizione rimangono circa 150 biglietti del primo settore numerato da 120 euro ognuno. Insomma, sarà il pienone. Per il pianista di Allentown quello di domenica sera è un concerto che serve per riallacciare i fili di una storia tra lui e il festival che parte da lontano, da quel 1974, seconda edizione di Umbria Jazz, quando Jarrett si esibì in piazza IV Novembre (il video) di fronte a un corso Vannucci stracolmo di gente. Poi una lunga serie di concerti, anche ai giardini del Frontone fino al 2007 e al ritorno a sorpresa annunciato nei mesi scorsi. A Perugia oltre ai 40 anni del festival Jarrett e compagni festeggeranno anche il trentesimo anno di attività dello Standards Trio che esordì nel 1983 proprio con Standars, Volume 1. Trent’anni nel corso dei quali il trio è assurto ai vertici più aristocratici della musica jazz attingendo a piene mani, per reinterpretarlo, dal mare magnum del songbook americano.

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