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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 13:49

Umbria Jazz, il blues mediterraneo di Pino Daniele e il «Sun» di Mario Biondi

Pino Daniele e Mario Biondi all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Si è chiusa martedì con Mario Biondi e Pino Daniele la breve parentesi meno «ortodossa» del quarantennale di Umbria Jazz. Dopo John Legend infatti, di fronte ad un’Arena stracolma e con tantissima gente in piedi ai lati del palco, il cantautore napoletano e il crooner siciliano si sono passati il testimone della serata tricolore duettando, prima del cambio palco per accogliere Biondi, «Je so pazzo» per la felicità del pubblico. A dare il la alla serata è stato Pino Daniele, accompagnato sul palco da una band affiatata con l’applaudito Tullio De Piscopo alla batteria, l’amico Rino Zurzolo al contrabbasso elettrico, Elisabetta Serio al piano e tastiere e la cantante Awa Ly. Oltre un’ora, con il pubblico che l’ha richiamato con forza sul palco cantando insieme a lui Yes I know my way, che si è snodata all’inizio lungo le note di Gente di frontiera, venate di una sorta di funk mediterraneo.

FOTOGALLERY – BIONDI E DANIELE
VIDEO – BIONDI E DANIELE INSIEME

Il background musicale del cantautore napoletano non ha solo però i colori e i sapori del Mediterraneo, poggiando solidamente le basi sulla tradizione blues come testimonia anche la chitarra quasi gemente di Anima. Un impasto di blues, venature funk, punte di rock, pura tradizione partenopea e omaggio alle sonorità latine che, sommate alla voce unica di Daniele rende il suo neapolitan sound qualcosa di inconfondibile, riconoscibile al primo acchitto. Insomma, grande libertà musicale e divertimento. Al pubblico regala poi Coffee time e Melodramma, due brani del suo ultimo disco La grande madre (così come Searching for the water life, anch’essa nell’album e scritta in inglese per una campana di Save the children contro la mortalità infantile) e alcuni suoi evergreen. Quasi subito arriva Napule è, poi una soffice versione piano-voce di Quando e quasi alla fine, tornando indietro agli anni Settanta, Chi tene ‘o mare. Applausi e artisti richiamati sul palco con la già citata Yes I know my way.

VIDEO – PINO DANIELE
VIDEO – MARIO BIONDI

Seppur acciaccato da un’influenza che l’ha tormentato nelle ultime ore, Biondi ha prima duettato con Daniele. I due scherzano, «ogni tanto questa l’ho sentita» fa Biondi a Daniele a proposito di Je so pazzo. Per chi volesse ancora vederli in duo, l’occasione è quella del 10 luglio al Foro Italico: Daniele si esibirà in versione «sinfonica» con l’orchestra Roma Sinfonietta e un ospite speciale sarà proprio Mario Biondi. Due voci diverse che più diverse non si può ma che, questo li accomuna, affondano le loro radici nella musica nera. «Abbiamo acceso la luce – ha detto il crooner che domenica sera ha assistito dalla gradinata al “dark concert” di Keith Jarrett – così riusciamo a vederci». Insieme con i suoi Italian jazz players Biondi ha presentato alcuni brani del suo ultimo album, Sun (molte sonorità funky, disco e soul oltre a ballad), e l’immancabile This is what you are, la canzone entrata negli anni scorsi nella testa di migliaia di persone.

Mercoledì invece ad aprire la serata sarà Simona Molinari, fresca di Sanremo, insieme al suo gruppo con Franco Cerri ospite speciale. Poi sarà la volta di un grande ritorno a Umbria Jazz, quello di Dee Dee Bridgewater, che il 23 agosto del 1973 a Piediluco, una delle location della prima edizione del festival, era la voce del gruppo di Thad Jones e Mel Lewis. Con il compositore, pianista e personaggio radiofonico Ramsey Lewis presenterà The soul of jazz, un percorso lungo la strada della tradizione americana e un’occasione per apprezzare, vista l’originalità e la capacità di rilettura del duo, brani come Just the two of us, And I will always love you, Maybe today di Gilbert Moses, God bles the child e altro ancora. Insomma, un set da non perdere.

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