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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 11:32

Umbria Jazz, 30 mila spettatori e 800 mila euro di incasso: «Molti dati positivi e qualche perla»

Il pubblico per i Roots al Santa Giuliana (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Non sono i numeri del quarantennale festeggiato nel 2013, anche se come dice il nuovo direttore amministrativo di Umbria Jazz Luciano Linzi, «ci sono molti dati positivi». Oltre 30 mila gli spettatori di quest’edizione 2014 contro i 35 mila di un anno fa, mentre l’incasso è stato (tra biglietti e merchandising) di 800 mila euro contro il milione abbondante del 2013. «Però va sottolineato – dice il direttore artistico Carlo Pagnotta – che il costo per gli artisti è stato di 300 mila euro inferiore». «Intanto – osserva Linzi – vanno osservati i molti dati positivi di un’edizione che presentava delle difficoltà, come i campionati mondiali di calcio nel primo weekend dove è stata fatta una programmazione minore».

LINZI: IL FESTIVAL VA RINNOVATO

Calcio e maltempo Un primo finesettimana peraltro flagellato dal maltempo, «popolato da pochi “irriducibili” della musica – spiega l’organizzazione – decisi a sfidare i malumori e i capricci celesti». «Poi però – aggiunge Linzi – ci sono state delle perle come i concerti di Fiorella Mannoia e dei Roots, che avevano ovviamente target diversi». Perle ma anche flop, come quello musicale di Dr. John: «Non l’avevamo previsto – dice Pagnotta – ed è un peccato perché è anche costato». Tra i numeri positivi i 1.200 spettatori in più registrati al teatro Morlacchi, dove si sono ascoltate alcune delle note migliori del festival come quelle cantate da Cecile McLorin Salvant.

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Festival unico «Umbria Jazz non è in crisi – dice il vicepresidente della Fondazione Stefano Mazzoni – anche se questa è stata un’edizione particolare». Un festival «unico anche nella formula – ha detto la presidente della Regione Catiuscia Marini -, e in grado di garantire un forte valore aggiunto sia in termini culturali che economici. Nessun altro evento in Italia raggiunge queste cifre: un terzo del costo viene coperto da quello che è il più grande sponsor del festival, ovvero il pubblico pagante». Tra i concerti sold-out, come quelli di Roy Hargrove al Morlacchi e di Paolo Fresu, quello di Natalie Cole e Fiorella Mannoia, Herbie Hancock, Wayne Shorter e Stefano Bollani (anche se in questi casi la capienza del’Arena era stata ridotta).

Tratto indentitario Pochi invece gli spettatori per la serata funk e soul d’apertura (probabilmente troppi i 40 euro richiesti), mentre per i Roots non c’è stato alcun pienone (45 euro il prezzo del biglietto). Al di là dei numeri però c’è un festival che ormai, come ha sottolineato il nuovo sindaco di Perugia Andrea Romizi, «è diventato uno dei tratti indennitari di noi perugini. In questi giorni ho visto la Perugia più bella, quella che noi vorremmo sempre vedere».

Twitter @DanieleBovi

2 risposte a “Umbria Jazz, 30 mila spettatori e 800 mila euro di incasso: «Molti dati positivi e qualche perla»”

  1. Ivan68 ha detto:

    Questa edizione era un FLOP annunciato,gia alla presentazione del programma un FLOP,FLOP,e dico FLOP…facciamo lavorare artisti italiani,quelli veri,scoviamoli ce ne sono tanti di talenti pazzeschi in giro per il nostro martoriato e talentato paese,basta regalare soldi agli stranieri,non hanno più nulla da dire,da svariati anni…
    Basta con i soliti amici e clientelismi vari,FATE suonare chi veramente lo merita!
    Basta con questo spreco di denaro pubblico.
    Funk Off…ke balleeee
    e basta!

  2. Claudio Berni ha detto:

    Vasco li fa in un concerto 800.000 euri,anzi molti di più!

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