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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 05:52

Umbria Jazz 2015, i manifesti ufficiali della nuova edizione griffati Alberto Burri

Lucia Caruso

Umbria Jazz quest’anno ha un testimonial d’eccezione: Alberto Burri. In occasione del Centenario della nascita del Maestro infatti Umbria Jazz e la Fondazione Albizzini Collezione Burri si mettono insieme per celebrare la ricorrenza realizzando non uno ma ben tre manifesti per la celebre kermesse.

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Le opere I manifesti di Umbria Jazz riproducono in genere opere di artisti contemporanei e un po’ di anni fa era stato prospettato anche uno a firma di Burri che purtroppo non fu mai realizzato per la sopraggiunta malattia. E’ stato raccontato da Rosario Salvato, presidente della fondazione Alberto Burri, come dopo 25 anni si sia realizzata la volontà del direttore artistico Pagnotta e del maestro Burri. Volontà confermata – ha detto Salvato – anche da alcuni testimoni che erano a stretto contatto con il maestro. «Ne parlavamo anche durante le trasferte del Perugia calcio – ha aggiunto Pagnotta – Burri, oltre alla passione per Umbria Jazz aveva anche quella della squadra perugina.

Verini Salvato durante la conferenza stampa di mercoledì mattina ha ringraziato Walter Verini, deputato Pd, per l’impegno profuso affinchè tutto ciò si realizzasse. Verini attraverso una nota ha dichiarato: «La magia della musica del Festival Jazz più bello e la potenza artistica rivoluzionaria di Alberto Burri nell’anno del Centenario. Davvero complimenti alla Fondazione Umbria Jazz e alla Fondazione Burri per questo bellissimo matrimonio. Un biglietto da visita di grande valore internazionale per l’Umbria e per l’Italia. Il programma delle manifestazioni nel Centenario del grande artista tifernate e quello di Umbria Jazz, quest’anno di particolare richiamo e qualità , faranno il resto».

I manifesti Le opere scelte fanno parte di un ciclo di 16 serigrafie dal titolo “Sestante” datate 1989. Colori e forme sono protagonisti indiscussi che paiono avere vita a sè stante ma che, incontrandosi, si fondono e si uniscono diventando un’unica cosa. L’equilibrio cromatico è un gioco, una sfida, un pretesto. E così il colore assume un peso come fosse materia racchiusa in quella forma che è in una tensione continua. E’ un momento di pace che diventa un’esplosione di energia, è caos che diventa armonia, è silenzio che diventa suono.

 

 

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