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sabato 27 novembre - Aggiornato alle 00:02

Uj13, quando il jazz si trasforma in un dipinto. Al Brufani il trittico di Michele Bocelli

di Lucia Caruso

Fino al 14 luglio all’Hotel Brufani Palace di Perugia sono esposte alcune opere del parmigiano Michele Bocelli, che raccontano – come spiega lo stesso artista – “l’origine del Jazz e quindi dai bordelli di New Orleans, fino alle visioni ascetiche degli ultimi jazzisti”.

Il trittico Si tratta di 3 tondi, realizzati con la tecnica ad olio su legno e doratura, che raffigurano le icone del panorama jazzistico internazionale: Jelly Roll Morton, Louis Armstrong, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Sonny Rollins, Ornette Coleman, Charles Mingus, Billy Holyday, Ella Fitzgerald, Miles Davis, John Coltrane. L’artista parmiggiano, da sempre legato alla musica ed in particolare a questo genere, ha deciso di svelare questo trittico, per la prima volta, proprio in occasione di Umbria Jazz. E il vernissage, che si è tenuto il 10 luglio, primo giorno della kermesse, ha raccolto grande successo di pubblico e critica.

I dettagli Bocelli indaga i particolari e tramsette allo spettatore/osservatore una ricchezza di dettagli che comunque non fa distogliere l’attenzione sulla scena complessiva. Nulla è lasciato al caso.  Il tratto grafico raffinato e deciso è accompagnato dalla scelta dei colori: vivaci ed enfatici. I suoi personaggi sembrano quasi uscire dalla tela, come il suono di trombe e sassofoni che viene fuori a ritmo incalzante.

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