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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 05:53

UJ, McLorin Salvant tra le note più belle. La «Spain» di Hiromi-Camilo e il muscolare Rubalcaba

Hiromi e Camilo all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Enzo Capua, tra le colonne di Umbria Jazz e ‘orecchio’ del festival negli Stati Uniti, senza paura di esagerare venerdì prima che salisse sul palco ha presentato così Cecil McLorin Salvant: «È la nuova Sarah Vaughan». Quel che è sicuro è che le note ascoltate giovedì pomeriggio al teatro Morlacchi sono state tra le migliori di questa edizione 2014 del festival. Accompagnata dalla sua band formata da Aaron Diehl al piano, Paul Sikivie al contrabbasso e Jamison Ross alla batteria, la cantante ha fatto il suo esordio da leader in questa edizione estiva dopo la piccola apparizione del 2013 insieme alla Jazz at Lincoln orchestra di Wynton Marsalis e la consacrazione in quella invernale di Orvieto. Nel corso dell’ora e mezzo di concerto McLorin Salvant attraversa diversi generi dominandoli con il suo modo di cantare sofisticato, tutt’altro che fine a se stesso.

VIDEO: IL CONCERTO DI CECILE MCLORIN SALVANT

McLorin Salvant L’artista di Miami, 24 anni, sa dominare il palco anche attraverso la sua teatralità, dimostrando grazia e al contempo forza, una certa autorità, dizione chiarissima, humour ed eleganza mescolati in uno show a tratti emozionante. Al pubblico propone brani dal suo ultimo album, «Woman child», come «You bring out the savage in me», e altri pezzi come «Nobody», scritto da Bert Williams nel lontano 1905, «John Henry», interpretata come un’intensa work song, «He’s gone again» di Curtis Williams, la divertente «When in Rome I do like the romans do» resa celebre da Barbra Straisand e «Laugh clown laugh». Il tutto supportato da un ottimo trio. Alla fine per Cecile e soci c’è un teatro tutto in piedi ad applaudire. Poco più tardi, all’Arena Santa Giuliana è andata in scena la seconda «Great piano night». Protagonista del primo set una coppia inedita, quella formata dal dominicano Michel Camilo e dalla giapponese Hiromi Uehara.

VIDEO: IL CONCERTO DI RUBALCABA
FOTOGALLERY: IL CONCERTO DI RUBALCABA

Coppia inedita Un duo che in Europa insieme non si era mai esibito: finora infatti la coppia Camilo-Hiromi aveva tenuto solo un pugno di concerti in Giappone, rendendo così quello di giovedì sera a Perugia una prima europea. Una fusione tra il virtuosismo del funambolo giapponese (‘scoperta’ da un re degli 88 tasti come Ahmad Jamal, con il quale divise il palco alcuni anni fa) e il latin jazz del dominicano, reduce dall’edizione 2013 dove ha tenuto, al Morlacchi, uno splendido concerto con il chitarrista Tomatito. Tra i momenti più intensi del dialogo la versione a quattro mani di «Spain» di Chick Corea.

VIDEO: IL CONCERTO HIROMI-CAMILO
FOTOGALLERY: IL CONCERTO HIROMI-CAMILO

Rubalcaba Nella seconda parte invece un altro pianista sudamericano ha preso il comando del palco: si tratta del cubano Gonzalo Rubalcaba, accompagnato da Horacio «El Negro» Hernandez alla batteria, Giovanni Hidalgo alle percussioni e Jose Armando Gola al basso elettrico. Il ritmo è quindi un elemento centrale di un concerto, centrato sui brani dell’ultimo lavoro registrato insieme il cui nome, «Volcan», è davvero tutto un programmo. I quattro musicisti danno vita ad un latin jazz caratterizzato da grande potenza, un sound energico e muscolare che dà l’impressione di svilupparsi liberamente e dove Rubalcaba si ritaglia spesso il ruolo di disegnatore di melodia. Alla fine, anche un omaggio per Charlie Haden che ha lasciato questa terra pochi giorni fa e con il quale ha lavorato per lunghi anni.

Twitter @DanieleBovi

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