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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 05:43

Torna Umbria jazz: «Festival monco, ma ripartiamo. E il 2022 sarà splendido». Le date

Presentata l’edizione 2021: niente palchi in piazza, posti contingentati e ingressi con il green pass. Ecco che festival sarà

Un momento della presentazione (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Un «festival monco» a causa delle restrizioni imposte dal nuovo coronavirus, ma che rappresenta comunque un segno di rinascita. Lunedì all’Arena Santa Giuliana è stata presentata l’edizione 2021 di Umbria jazz che, dopo la mini Jazz in august 2020, torna a far vivere alcuni spazi della città. E lo fa con 52 eventi in 10 giorni, con concerti all’Arena, al teatro Morlacchi e all’hotel Brufani; per quelli gratuiti nelle piazze, elemento identitario del festival ma anche «apoteosi dell’assembramento», bisognerà aspettare il 2022. «Senza le piazze – ha detto il direttore artistico di UJ Carlo Pagnotta – è un festival monco; abbiamo iniziato quasi 50 anni fa con i concerti gratuiti e con essi siamo diventati famosi».

TUTTO IL PROGRAMMA

VIDEO – PAGNOTTA: «QUESTA È UJ, ATTENZIONE PERCHÉ ANDAZZO NON MI PIACE»

Che festival sarà Qualche idea alternativa c’è ma, come spiega il presidente della Fondazione UJ Gianluca Laurenzi, «non vogliamo fare salti in avanti; ci stiamo limitando a valutare con la questura se fare qualcosa in centro. Di sicuro la scelta di non allestire i palchi pubblici è stata dolorosa, ma il centro non lo abbiamo abbandonato». I posti a sedere nelle tre sedi del festival (qui l’articolo di Umbria24 sul programma) saranno ovviamente limitati: all’Arena al massimo 1.700 contro gli oltre 5 mila delle ‘normali’ edizioni, al Morlacchi 320 mentre al Brufani, dove si terranno alcuni concerti alle 12 e alle 15.30, circa 50. L’ingresso in ogni caso è consentito con il green pass, che si ottiene dopo almeno una dose di vaccino, con un tampone rapido fatto nelle ultime 48 ore o con un certificato di guarigione.

GALLERY: IL RITORNO DEL PALCO E LA PRESENTAZIONE

Cosa cambia Quest’anno non ci sarà neanche la biglietteria centrale, solitamente ospitata nella sala camerale «Alessi» di via Mazzini (dove invece ci sarà il media center del festival), ma botteghini più piccoli nelle tre sedi. Niente da fare neanche per le Clinics della Berklee, che ogni anno portano a Perugia oltre 200 giovani provenienti da tutto il mondo. «Per noi e per l’Umbria – ha detto la presidente della Regione Donatella Tesei – è comunque un segno di rinascita e di riapertura. L’anno scorso è stato difficile e questa non sarà un’edizione ‘tipica’, ma c’è un programma ricco e il 2022 sarà splendido. Speriamo solo di non dover fare passi indietro». «Dopo l’inverno dell’umanità – ha aggiunto Laurenzi – torniamo a fare quello che sappiamo fare meglio, ovvero dell’ottima musica con lo stesso entusiasmo di sempre. Anzi, maggiore».

IL MANIFESTO 2021 DEL MAESTRO FONDA

Una casa per UJ Alla presentazione, in sostituzione del sindaco Andrea Romizi ha partecipato anche il suo vice Gianluca Tuteri, tornato a sottolineare l’importanza che uno spazio fisico dedicato avrebbe per il festival: «Umbria jazz – ha detto – ha bisogno di una casa in cui vivere tutto l’anno e l’auspicio è che ciò possa accadere». Uj inoltre ha l’ambizione di diventare «un festival sempre più green. Dal prossimo anno – ha assicurato Laurenzi – saremo totalmente in cloud, quest’anno i pochi programmi sono stati stampati su carta riciclata e per il merchandising abbiamo scelto cotone organico, mentre il catering offrirà prodotti a km zero».

Le date La conferenza stampa è stata anche l’occasione per annunciare le prossime date del festival: Uj sbarcherà a Terni nel weekend del 16-19 settembre e sarà a Orvieto dal 29 dicembre al 2 gennaio. Poi, nel 2022 quando il virus dovrebbe essere un ricordo, il festival tornerà a Terni per l’edizione pasquale dal 14 al 18 aprile, mentre a Perugia si terrà dall’8 al 17 luglio.

Twitter @DanieleBovi

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