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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 21:51

Marini: «Le barriere a Umbria Jazz? Effetti molto delicati, anche per gli sponsor»

La governatrice: sicurezza non va sottovalutata ma la polizia che dimezza il pubblico dei concerti provoca un impatto pesante

di Enzo Beretta

Catiuscia Marini, presidente della Regione, cosa ne pensa della decisione del questore di Perugia di installare le ‘barriere’ durante Umbria Jazz dimezzando, di fatto, il numero di spettatori ai concerti gratuiti in piazza IV Novembre e ai giardini Carducci?
«Sarebbe opportuno chiederlo alla Fondazione Umbria Jazz perché io non ho partecipato a nessuna riunione in Prefettura».

Lo faremo. Lei però è la più alta carica politica dell’Umbria, cosa può dirci in merito?
«Penso che Umbria Jazz è la nostra storia. E la storia delle manifestazioni in Umbria è fondata sugli eventi all’aperto. In altri momenti storici Uj venne perfino interrotta, mi pare tra il 1978 e il 1982, a causa del terrorismo. Questore e prefetto non possono che attenersi alle direttive sull’ordine pubblico impartite dal capo della polizia».

I varchi non sono obbligatori.
«A garanzia dei cittadini la situazione internazionale impone una gestione più complessa e più delicata rispetto al passato. L’impatto è delicato, staremo a vedere…».

Potrebbe arrivare meno gente in una regione vittima, anche dal punto di vista turistico, degli effetti disastrosi del terremoto.
«Vanno contemplate due esigenze: da una parte la sicurezza degli spettatori, dall’altra Umbria Jazz, che non può e non deve cambiare natura. Umbria Jazz non può diventare solo a pagamento perché è più facile da gestire. Gli effetti di una decisione come questa sono delicatissimi. Anche per gli sponsor…».

Non soltanto per Uj.
«Per tutto. Una decisione come questa riguarda molti altri festival all’aperto e potrebbe avere impatti anche molto pesanti. Il primo che mi viene in mente è Eurochocolate, a Gubbio c’è la Festa dei Ceri».

In quel caso potrebbero servire barriere rinforzate…
«La sicurezza però non va mai sottovalutata. I fatti di piazza San Carlo a Torino hanno suscitato ulteriori preoccupazioni. L’ordine pubblico è una questione difficile e finché va tutto bene non ci sono mai problemi. Da parte di tutti c’è il dovere di garantire, gestire e prevenire».

E’ giusto. Lei però avrebbe installato le transenne come ha fatto il questore?
«Non ho altro da aggiungere».

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Una replica a “Marini: «Le barriere a Umbria Jazz? Effetti molto delicati, anche per gli sponsor»”

  1. Vm ha detto:

    “…Uj venne perfino interrotta, mi pare tra il 1978 e il 1982, a causa del terrorismo…” Non mi sembra che questa fosse la motivazione di quella sospensione. Piuttosto, mi sembra una speculazione sulle attuali paure.

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