Quantcast
lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:00

Ford e Gazzè-Britti: inizio bagnato per Umbria jazz ma poi arriva il ‘vento d’estate’. Arena tra blues e anima pop

Ad aprire la doppia serata d’esordio all’Arena Santa Giuliana anche il ricordo in video del festival a ‘O mito’ Joao Gilberto

Max Gazzè sul palco di Umbria jazz ©️Fabrizio Troccoli

di Danilo Nardoni

L’estate è solo nel brano con il quale Umbria jazz ha fatto il non certo inaspettato omaggio a Joao Gilberto inaugurando i concerti dell’Arena Santa Giuliana. ‘O mito’, scomparso pochi giorni prima dell’inizio della kermesse musicale che lo ha ospitato più volte, è invece comparso ad inizio serata in video nei maxi schermi dell’arena mentre canta ‘Estate’ di Bruno Martino, nella sua memorabile rivisitazione che l’ha trasformata in uno standard internazionale del jazz. Serata quasi da fine estate infatti, con la pioggia puntuale con l’inizio del concerto caduta a bagnare l’esordio del main stage del festival. Esordio bagnato e quindi “fortunato” come si dice in questi casi e di buon auspicio visto anche il primo bilancio del festival che preannuncia già con le prevendite una edizione da record. Dopo un primo fuggi fuggi del pubblico senza ombrelli a ripararsi dalla mezzora di pioggia, la serata poi fila via senza problemi. Ed è la musica a scendere copiosa.

Radici blues e anima pop Una serata blues, con ‘l’eroe della chitarra’ Robben Ford e la sua band ad aprire e poi a seguire la coppia Max Gazzè e Alex Britti, affiancati da due grandi interpreti dei rispettivi strumenti, con la batteria di Manu Katché e la tromba di Flavio Boltro. Almeno sulla carta una serata blues, con Gazzè e Britti che dopo un inizio che ha fatto ben sperare con arrangiamenti inusuali di loro brani tirano poi fuori la loro anima più pop. In fondo c’è un pubblico che li ama per i successi che hanno sfornato e che va quindi, in parte, accontentato. Perché i due sono soprattutto grandi musicisti con profonde radici blues, prestati al pop solo per fini commerciali e che quindi si sono divertiti a giocare insieme sul palco del prestigioso festival jazz.

FOTO DI ROBBEN FORD ALL’ARENA

VIDEO DI ROBBEN FORD ALL’ARENA

Robben Ford L’Arena Santa Giuliana si è quindi ripresentata nella sua veste di grande teatro a cielo aperto e sede dei grandi eventi. Oltre alle star del jazz ospita infatti anche quest’anno rock, pop, canzone d’autore, soul e blues. E qui erano attesi per l’apertura dell’edizione 2019 Robben Ford e la coppia Gazzè-Britti. Ad accogliere gli artisti dei due set una gradinata esaurita da giorni e la platea comunque abbastanza corposa. Ad iniziare è Robben Ford. Cinque Grammy nominations, tre decenni di carriera solistica, collaborazioni importanti e considerato tra i cento chitarristi più importanti del ‘900, oltre che membro fondatore dei Yellowjackets, una delle fusion band più di successo. Un vero bluesman che sul palco ha messo ancora tecnica e cuore. Nel suo set spazio anche ai brani del suo ultimo disco ‘Purple House’.

FOTO DI BRITTI-GAZZE ALL’ARENA

VIDEO DI BRITTI-GAZZE ALL’ARENA

Britti-Gazzè Dopo la pausa sono arrivati ‘In missione per conto di Dio’, il titolo del loro spettacolo musicale, Alex Britti e Max Gazzè. Britti, autore di canzoni tra le più amate dal pubblico italiano, si conferma in questo live perugino chitarrista fenomenale. Gazzè, artista estremamente eclettico che riesce a trasformare in successo ogni suo progetto, invece torna ad essere bassista raffinato. Sono sul palco di Umbria jazz per un tributo alle loro radici comuni che affondano nel blues. Negli anni Novanta i due si erano ritrovati infatti a suonare insieme nei fumosi locali blues di tutta Europa. Insieme a loro la prima serata dell’arena ha visto come protagonisti altri tre bravissimi musicisti: il batterista francese Manu Katchè, che nel suo curriculum vanta lunghe collaborazioni con Peter Gabriel, Sting, Pink Floyd, Joe Satriani, Dire Straits, poi Flavio Boltro, una delle grandi voci della tromba jazz in Europa, e Clemente Ferrari alle tastiere. Per Britti sono arrivati brani come Gelido, Esci piano, Nomi, Le cose che ci uniscono, Jazz, Oggi sono io, Solo una volta. Di Gazzè, invece, sono stati eseguiti pezzi come Vento d’estate, Annina mia, L’amore pensato, L’uomo più furbo, Mentre dormi, La vita com’è, Sotto casa. Un esordio serale di Uj tutto sommato gustoso, per un avvio non certo in sesta marcia ma che ha reso felice il pubblico, anche quello che si aspettava qualche hit in più. Ma l’anima da rispettare del festival ha indirizzato i due verso una scaletta che non doveva naturalmente concedere troppo il fianco ai successi da classifica.

I commenti sono chiusi.