domenica 24 settembre - Aggiornato alle 14:09

Umbria Jazz, Cecchini: «Un tagliando? In caso sapranno farlo». Il nodo degli spazi, Pagnotta: «Servirebbe grande Turreno»

Al centro della conferenza stampa di fine festival anche il futuro della manifestazione tra risorse e location

Il pubblico dell'Arena durante il concerto di Brian Wilson. Foto ©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

Se e come cambiare la formula di Umbria Jazz. Anche di questo si è parlato domenica all’hotel Brufani dove istituzioni e organizzazione del festival hanno fatto il punto sull’edizione 2017 che si chiude proprio domenica. «Umbria Jazz nel corso della sua storia – ha detto Fernanda Cecchini, assessore regionale alla cultura – ha avuto sempre la capacità di cambiare e se ci sarà bisogno di fare un tagliando ne sarà in grado. La Regione di certo manterrà il suo impegno». Insomma, il tema c’è anche alla luce del finanziamento annuale da un milione di euro del quale, se tutto filerà liscio in Senato, Umbria Jazz potrà godere. «Questo è uno dei maggiori eventi in Europa e l’aspetto finanziario – continua Cecchini – è importante, perché dà la possibilità di scegliere. Io credo che darà la marcia in più a Umbria Jazz». Un milione che però non è chiaro come il festival vorrà investire. Sul punto Pagnotta si dice scaramantico e non risponde mentre dalla Fondazione giurano che del tema, per il momento, non si è ancora parlato.

I NUMERI DELL’EDIZIONE 2017

Gli spazi È chiaro però che questo punto si lega a quello degli spazi. Che fare con un’Arena da cinquemila posti a sedere (10 mila in piedi) mentre i numeri che può fare il jazz sono, come visto quest’anno, nettamente inferiori benché di tutto rispetto dati quelli che si registrano nelle altre parti d’Italia e d’Europa? Uno spazio così grande fa gola agli sponsor e il festival, che da 15 anni ha qui il suo palco principale, probabilmente non lo abbandonerà ma una riflessione sugli spazi va fatta. L’Arena sarà il luogo dedicato a più o meno grandi star mentre il jazz verrà suonato in spazi più piccoli? E quali visto che la città – come ebbe a dire tanti anni fa il compianto Sergio Piazzoli – non ha una sala adeguata ad accogliere eventi da 1.500-2 mila posti? «Ridateci il Frontone» dice precisando che si tratta di «una provocazione» Carlo Pagnotta, che invece non fa battute quando dice che «certo, se il Turreno diventasse una sala da 1.400 posti tutto diverrebbe più comodo. È bene ricordare che il jazz non è una musica di massa».

CON BRIAN WILSON ALL’ARENA SOLO «BAD VIBRATIONS»
BRIAN WILSON A UJ – FOTO
BRIAN WILSON A UJ – VIDEO

Il nodo «C’è chi spinge – continua – per avere grandi eventi rock a Perugia ma c’è il problema degli spazi. Con Prince abbiamo perso 200 mila euro, sono richieste location diverse che non abbiamo. Potremmo decidere di fare jazz al Morlacchi, che però tiene 680 persone, e all’Arena di fare pop e rock, ma è tutto da vedere». Quanto al Pavone, dopo le polemiche dell’anno scorso per le condizioni della struttura tra puzza e acari, il sindaco Andrea Romizi ha promesso, dato che il progetto c’è e i finanziamenti pure, che «a breve verrà restituito alla città». Nel futuro c’è poi l’auditorium di San Francesco al prato «che però coi suoi 500 posti – dice Pagnotta – no risolve nulla». «È il momento di fare bilanci, discutere e ragionare, e lo faremo – ha detto il sindaco – anche nelle prossime settimane. Uj si inserisce in un contesto che non è più sempre lo stesso e sono state vissute situazioni straordinarie. Si può far sempre di meglio e con la buona volontà di tutti la manifestazione nel tempo che verrà potrà garantire un livello altissimo». Il sindaco nel complesso ha parlato di una «edizione più impegnativa per tutti, per il Comune e le forze dell’ordine fino alla Gesenu, ma comunque è stato un momento di vivacità per la città e le sue piazze».

LO SPECIALE DI UMBRIA24

Spoleto Numeri positivi, che però verranno resi noti solo nei prossimi giorni, anche per le aperture serali del Minimetrò e per la mostra fotografica di Palazzo della Penna, con oltre mille visitatori. E a proposito di spazi, Pagnotta ha annunciato che tornerà la stagione invernale del Jazz club cittadino, da tenere in spazi raccolti come i 150 posti della sala dell’hotel Brufani o, perché no, in una dell’Università per Stranieri. La nota polemica della giornata è con il festival di Spoleto e l’ormai annoso problema della sovrapposizione delle date: «Andate a Spoleto – dice il patron di UJ – a chiederlo, quelle di Pagnotta sono fisse da tempo mentre a Spoleto sono elastiche» (la frase letterale è irriferibile). «Comunque – dice – Spoleto e Uj non sono paragonabili per numeri e quantità, noi in una sera facciamo tutto il pubblico loro. E voglio fare i miei complimenti a Giorgio Ferrara, che è riuscito a risollevare il festival». Cecchini, invece, media: «Alla fine se l’Umbria ha due grandi eventi puoi comunque venire in due città d’arte in un contesto importante. La Regione è comunque a disposizione per eventuali armonizzazioni».

Twitter @DanieleBovi

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