domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:04

All’Arena il jazz raffinato di Guidi-Stanko-Rava e la passionalità con cui Bosso ha suonato Gillespie

Serata di ottima musica al Santa Giuliana con il quintetto e poi con l’omaggio al grande trombettista

Rava e Guidi ©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

Oltre un’ora di jazz raffinato, di grande unità nonostante le differenze tra i due leader e con al centro, come si è definito lui stesso, il «centrocampista» Giovanni Guidi. Il pianista di Foligno martedì sera è salito sul palco dell’Arena Santa Giuliana con quello che il musicista umbro considera «il gruppo più importante della mia carriera», ovvero quello con il polacco Tomasz Stanko ed Enrico Rava; oltre ai due trombettisti e al pianista, a completare il quintetto ci sono Reuben Rogers al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria, cioè la sezione ritmica del quartetto ‘americano’ di Stanko. La collaborazione tra Rava e Guidi è ormai solida da tempo, dunque nel complesso il quintetto è composto da musicisti che hanno più volte avuto l’occasione di salire insieme sul palco. Un set emozionante, dal quale sprigiona l’energia sottile di una musica lontana dalle mode e fortemente radicata in quella che è la storia del jazz europeo, del quale Stanko e Rava rappresentano due esponenti di primo piano.

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Il concerto Due musicisti, come si a, con uno stile molto diverso: quello di Rava è noto al grande pubblico, meno quello di Stanko, spesso scuro e lunare. Due musicisti che hanno suonato insieme in esperimenti allora d’avanguardia come quello messo su dalla band del pianista americano Cecil Taylor (o l’europea Globe unity Orchestra) ma che non hanno avuto molte altre occasioni per suonare insieme, benché la conoscenza, l’amicizia e il rispetto siano di lunga data. Nel corso della serata molta parte del materiale era firmato da Rava (vedi Free Jazz, Colta, F.Express, Planet Earth, Bella) ma anche da Stanko e dallo stesso Guidi che nel quintetto ha un ruolo di primo piano. Senza dimenticare quello di Cleaver e Rogers, che hanno un ruolo centrale nell’economia complessiva della band. Quello di Perugia era il quinto concerto che il nuovo gruppo ha tenuto in giro per l’Europa; un progetto, dunque, appena fatto e che farà crescere la propria musica nel corso delle prossime date.

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Bosso, Silvestri e Gillespie E tornando a parlare di energia, non è mancata neppure nel secondo set della serata dell’Arena, quella durante il quale sono stati protagonisti il trombettista Fabrizio Bosso e l’orchestra diretta da Paolo Silvestri per l’omaggio a Dizzy Gillespie. Silvestri ha anche curato gli arrangiamenti di questo progetto così come di quello dedicato a Duke Ellington, visto l’anno scorso sempre a Umbria Jazz. L’omaggio a Gillespie arriva nel centesimo anniversario della nascita e ha esordito proprio sul palco dell’Arena. Un set, iniziato con la celeberrima Night in Tunisia, caratterizzato dal suono incendiario con cui Bosso ha fatto rivivere, insieme alle orchestrazioni curate di Silvestri, il mito di Gillespie. In mezzo brani come Manteca, Dizzy’s Blues, Groovin’ high, The champ e Birk’s works.

Twitter @DanieleBovi