martedì 22 ottobre - Aggiornato alle 18:45

Ode alla decelerazione, requiem e tango al Festival di Spoleto col “Grande vecchio della danza” Van Manen

Il coreografo olandese presente alla prima del Romano con una preziosa opera in tre atti di pura ricerca stilistica

Ode alla decelerazione. Requiem con assolo meraviglioso. E la sensualità del tango. Danza d’autore, firmata dal “grande vecchio della danza” Hans Van Manen, presente alla prima di venerdì sera, e protagonista insieme al Dutch national Ballet del secondo weekend del Festival dei Due Mondi (Teatro Romano in replica 6-7 luglio). Classe 1932, il coreografo olandese porta a Spoleto un’opera in tre atti, che offre una panoramica della ricerca stilistica che ha scandito la lunga carriera.

Ad aprire la scena Adagio Hammerklavier, ossia “un’ode alla decelerazione”, come l’ha definita lo stesso Van Manen, in cui tre coppie di splendidi danzatori indagano e ricercano il potenziale della lentezza nel movimento. Cambio netto, con atmosfera cupa e misteriosa per la seconda coreografia, Kleines requiem: una sinergia di dinamiche e uso dello spazio che si conclude con un assolo meraviglioso, forte e poetico. Al Festival di Spoleto l’ultimo atto della preziosa opera di Van Manen è sensuale e vale una delle creazioni più note del del coreografo olandese. Con 5 Tangos, Van Manen celebra Astor Piazzolla, portando sul palco 14 danzatori che si alternano in pezzi corali e combinazioni di passi a due e assoli. Lunghi applausi per il Dutch National Ballet e per “il grande vecchio della danza”, che sale sul palco del Due Mondi.

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