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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 03:59

Mama al Festival di Spoleto, Cani di Bandini è il racconto intimo di una relazione impossibile

Prima comico e poi ironico, il monologo in dialetto folignate al Cantiere Oberdan ha una traiettoria emotiva inaspettata

Mama al Festival di Spoleto, Baldini porta in scena Cani

Il dialetto folignate per il racconto intimo di una relazione impossibile. Debutta così alla 65esima del Festival di Spoleto il progetto speciale LaMama-SpoletoOpen che, come ogni anno, propone un programma di fuori dai canoni ed inaspettato, che si adatta alla perfezione negli spazi del Cantiere Oberdan.

Mama al Festival di Spoleto con Cani di Bandini E così è Cani, il primo appuntamento della rassegna, che è un monologo di e con Michele Bandini, prodotto dal folignate Spazio Zut. Un racconto intimo di un rapporto duale inconciliabile, dove le due figure si rimbeccano in un dialetto comunque ampiamente comprensibile a tutto il pubblico, utilizzando una serie di espressioni che ogni umbro ha sentito almeno una volta nella vita da un padre o da un nonno. Il testo oscilla, come il lampadario al centro del palco, lungo una traiettoria emotiva ampia, inaspettata. Se inizialmente la comicità sembra la chiave del monologo in breve si passa a un’ironia tagliente, un “sentimento del contrario”, fino ad arrivare ad alcuni passaggi di intensa sofferenza. Molto positiva la reazione del pubblico che, in diverse occasioni, non riesce a trattenere le risate e che, alla fine, dedica un lungo applauso a Cani e a Michele Bandini.

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