lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 08:45

Festival di Spoleto, ovazione per i pupilli di Bob Wilson che indagano l’identità di genere

Due danzatori e un profondo conflitto: è un successo la prima di They della giovane coreografa Kavallieratos

Ovazione per i pupilli di Robert Wilson. Sono costretti a rientrare in scena ben due volte, mentre gli applausi restano fragorosissimi, Marianna Kavallieratos, giovane coreografa, e i danzatori Alexandros Vardaxogloy e Alexis Fousekis al Festival di Spoleto col progetto di danza contemporanea They, che ha debuttato al San Nicolò giovedì alle 15 (replica venerdì e sabato).

They indaga l’identità di genere Lo spettacolo nato nel prestigioso Watermill summer program, diretto da Robert Wilson, parla di identità, di sessualità, attraverso i corpi di due danzatori, che raccontano il profondo conflitto nella scoperta e accettazione della propria identità di genere. Non un racconto sull’omosessualità, ma un viaggio alla ricerca di un’identità, di un ruolo che corrisponda al proprio sentire, tra violenza e ironia, rigore e libertà. Una scena vuota, senza quinte, quella che apre lo spettacolo. Due danzatori in abiti che ricordano l’austerità delle vecchie governanti e insieme l’abito talare nero e rigoroso. Giochi da bambini, come le spade o la tavola da stiro, che delineano, attraverso l’innocenza dell’infanzia, contrapposta alle figure adulte e rigide dei due interpreti, la sperimentazione e la curiosità verso entrambi i generi, i cliché a cui si può essere sottoposti durante il percorso di crescita.

Ovazione per i pupilli di Bob Wilson E’ una danza onesta e viscerale quella dei due performer di They, uno stile contemporaneo contaminato dalla Contact che ben rende la sensualità, l’erotismo e la sperimentazione del proprio corpo e del corpo altrui senza mai sfiorare la volgarità. Colpisce la trasfigurazione dei due performer che concludono il pezzo evidentemente trasformati, in quel generoso atto di concessione di se stessi al pubblico che svuota l’interprete e rende vero e potente il messaggio. Un messaggio che arriva chiaro, quella dell’accettazione della propria identità che porta ad una esplosione coreografica conclusiva in cui i corpi si liberano e i volti si distendono. Il pubblico si lascia abbracciare dal breve e intenso percorso che propone Marianna Kavallieratos premiando lei e i suoi danzatori con un lungo applauso che li fa uscire in scena due volte tra ovazioni e apprezzamenti.

 

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