lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 03:08

Festival di Spoleto, Cotillard a cavallo e poi al rogo: la magia del gran finale

Ovazione in piazza Duomo per la Giovanna D’Arco del premio Oscar: è già attesa per il 2019. Centomila presenze: bilancio del Due Mondi

 

«Non esiste amore più grande che donare la propria vita per chi si ama». Questo il messaggio più forte della suggestiva rievocazione dell’ultimo periodo di vita di Giovanna D’Arco proposta a Spoleto, in piazza Duomo, per il gran finale del Due Mondi. E’ già attesa per la 62esima edizione che, come deliberato nelle ultime ore dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Festival, guidato dal sindaco Umberto De Augustinis, si aprirà il 28 giugno per chiudersi il 14 luglio.

Gran finale del Festival Marion Cotillard, attrice francese premio Oscar per ‘La vie en rose’, chiude Spoleto61 come voce recitante d’eccezione in Jeanne d’Arc au bûcher, l’oratorio drammatico in 11 scene e un prologo per la regia di Benoît Jacquot, uno dei più raffinati autori della cinematografia francese, che per il Due Mondi ha diretto anche il documentario Il Mondo in scena. Sul palco con la star l’Orchestra giovanile italiana, il Coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e il Coro delle voci bianche diretti da Jérémie Rhorer. È ovviamente la musica a farla da padrona, quei suoni in grado di rendere o evocare scene, situazioni, emozioni, paure: dagli ululati dei cani al canto dell’usignolo.

Cotillard a cavallo Magica abbastanza da restare nella storia del Due Mondi la discesa della scalinata della Cotillard, arrivata in piazza Duomo in sella al un cavallo bianco, che ha accompagnato il premio Oscar fin sulla scena. Suggestivo e inedito il rogo allestito al lato del palco, con fiamme alimentate seguendo il climax ascendente della storia raccontata, del pathos, della crudeltà verso la pulzella d’Orléans, che sembra essere essa stessa in fuoco: ardente, pungente, incorruttibile. Nella straordinaria cornice di piazza Duomo, con la cattedrale a far da quinta scenica, c’è il pubblico delle grandi occasioni, all’ombra del campanile per il gran finale del Festival di Spoleto anche il ministro Elisabetta Trenta.

Prossimo Due Mondi le date Il momento più emozionante della performance è forse il flashback, nel quale Giovanna ripensa alla sua vita poco prima di morire. Gli ultimi istanti della martire, raccontati attraverso la musica evocativa di Honegger, risuonano come un urlo straziante. Lo spettacolo è ovviamente in francese e i sottotitoli purtroppo posizionati solo sul lato sinistro della platea: chi è seduto a destra è costretto a tenere gli occhi sul lato opposto, ma insomma nulla che impedisca di godersi il gran finale del Due Mondi nel segno della metafora: a giudicare Giovanna sono delle bestie, animali che giudicano una Santa.

 

 

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