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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 03:11

Festival di Spoleto, molestie sessuali e giustizia: in scena anche il caso Hill-Thomas

Oleanna di Bronzino coglie nel segno e il pubblico si trasforma in un giudice

Molestie sessuali e fragilità del sistema giudiziario. La Sala Frau si trasforma in una sorta di ring per Oleanna di Emiliano Bronzino che a Spoleto racconta le vicende legate al caso di presunte molestie che videro protagonista Anita Hill e il giudice federale Clarence Thomas, su un testo scritto nel 1992 da David Mamet. Sbarcata al Due Mondi con a La Mama Spoleto Open, la pièce gioca la sua potenza su uno scontro verbale e sfoggia una dialettica che mette a nudo i limiti e le falle di un sistema giudiziario che deve decretare un colpevole e fornire un giusto sostegno ad una presunta vittima.

Grazie alla onesta e generosa interpretazione dei due attori, Francesco “Bolo” Rossini e Elisa Menchicci, il pubblico del Festival di Spoleto, assiste ad un vero processo alle intenzioni, fatto di libere interpretazioni alle parole e ai gesti che lasciano il costante dubbio su dove si trovi la verità di questa vicenda. Gli attori si scambiano il ruolo di dominio della scena sino a invertire completamente l’immagine iniziale della scena stessa, mentre gli spettatori restano col fiato sospeso fino all’epilogo che arriva come uno schiaffo. Ma non basta per tacere e fuori dalla Frau prosegue il dibattito intimo del pubblico, diventato inconsapevolmente giudice di un processo che si muove tra molestie sessuali, razzismo e sessismo, attraversando decenni di cambiamenti sociali. Coglie nel segno Emiliano Bronzino, insieme ai due attori, che incassano un lungo applauso.

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