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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 00:15

Festival di Spoleto, Mariza sola con la chitarra trasforma piazza Duomo

Emoziona tutti con l’interpretazione di Chuva, che sblocca la “timidezza” dei mille seduti davanti alla star vivente del fado

Festival di Spoleto, Mariza in piazza Duomo

Mariza porta la saudade e le atmosfere di Lisbona in piazza Duomo. Dopo due ore di concerto, con il pubblico del Festival dei Due Mondi inizialmente timido, ma poi convinto dall’interpretazione di Chuva, della star vivente del fado, rimasta sull’enorme palco del Due Mondi solo con la chitarra, ci si domanda se non si dovesse puntare su un teatro per tutelare quella dimensione intima che il fado richiede. Ma la serata con cui Mariza a Spoleto ha celebrato i suoi 20 anni di carriera è da considerarsi comunque straordinaria.

Mariza al Festival di Spoleto L’artista nata in Mozambico e cresciuta a Lisbona vanta un Grammy e concerti nelle maggiori sale del mondo, a cominciare dalla Carnegie Hall di New York. Un migliaio gli spettatori che si sono accomodati in piazza Duomo e in appena un quarto della scalinata per assistere al debutto al Festival di Spoleto del fado e di Mariza, arrivata al Due Mondi con altri cinque fantastici musicisti. Con sicurezza e totale padronanza del palco, la star ha celebrato la musica popolare portoghese, omaggiando la leggendaria Amalia Rodrigues, icona del fado. Il pubblico di Spoleto appare incantato sia dalla voce profonda e potente di Mariza, talvolta fragile e piena di saudade, come dicono i portoghesi, che dal suo movimento sempre impeccabile sul palco.

Sola con la chitarra trasforma piazza Duomo Nonostante ciò piazza Duomo riserva un’accoglienza poco generosa a Mariza, tanto che è stessa cantante a chiedere al pubblico di mettere da parte la timidezza, ma lo fa in inglese e il messaggio non passa. Forse anche per questo, a metà concerto, durato due ore, Mariza resta sul palco con la sola chitarra acustica, interpretando Chuva, che rappresenta il momento più emozionante della serata e alla fine il migliaio del Due Mondi entrano in quella dimensione più intima e meno “spettacolare”, che tra l’altro è la vera essenza del fado, cantato nelle taverne di Mouraria, quartiere di Lisbona, dove si ritiene sia nato. E alla fine arriva la standing ovation.

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