lunedì 18 novembre - Aggiornato alle 23:26

Festival di Spoleto, Mahmood a teatro fa cantare bambini e adolescenti e sono “solo good vibes”

In 700 al Nuovo-Menotti per l’urban pop del ventiseienne milanese che “incide” due versioni inediti con Dardust al pianoforte

Mahmood al Festival di Spoleto

di Chiara Fabrizi

«Non lo abbiamo mai fatto» e accompagnato al pianoforte da Dardust canta Calipso e Soldi. È la doppia versione inedita “incisa” da Mahmood al Festival di Spoleto, davanti ai 700 fatti accomodare al teatro Nuovo-Menotti, anziché in piazza Duomo come inizialmente programmato. Ad affollare i palchetti tanti bambini, forse anche più degli adolescenti e delle fan, che hanno cantato e ballato per un’ora e un quarto insieme al ventiseienne milanese, che alla fine riesce a far alzare tutti, sia in platea che nei palchetti, mamme e papà compresi. A teatro anche il direttore artistico Giorgio Ferrara e il sindaco Umberto De Augustinis, che ha esordito rilevando i fatti, ossia «stasera abbiamo consistentemente abbassato l’età media degli spettatori e questa è una bellissima cosa», per poi motivare lo spostamento di location dalla piazza al teatro con il maltempo. A scusarsi per il cambio di programma ha pensato Ferrara, ma a nessuno sembra importare e al Nuovo-Menotti con Mahmood sono “solo good vibes”, come canta nel brano «dedicato alla mia città», Milano.

VIDEO: FERRARA E DE AUGUSTINIS
VIDEO: SOLDI CON DARDUST

E così al Festival di Spoleto sbarca la poesia urbana di Mahmood fatta di paure e incertezze generazionali. «Siamo tutti degli anni Novanta?», chiede al pubblico del Nuovo-Menotti incredibilmente ringiovanito, forse anche troppo per afferrare quella malinconia che Alessandro Mahmoud canta a ritmi minimal, con o senza pianoforte, a volte con echi mediorientali e perfino latini. Al Nuovo-Menotti interpreta anche un brano in arabo, che «ascoltavo quando ero bambino». Tra autobiografia e mainstream, le origini, l’infanzia e l’adolescenza dominano il concerto del Due Mondi, come il disco Gioventù bruciata, insieme alla figura paterna evocata e invocata. Ai 700 del Festival di Spoleto Mahmood fa sentire la sua voce, sembra voglia dire che il suo “urban pop” è abbastanza solido per proseguire il cammino. Perfino oltre Israele, dove Soldi è la hit dell’estate.

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