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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 00:42

Festival di Spoleto, in mille in piazza Duomo per l’ipnosi mistica di Glass

Quasi cinque minuti di applausi per la Budapest orchestra e il Coro di Santa Cecilia

di C.F.

«E ti danzerò intorno, battendo le mani per la gioia. E tu mi guarderai ridendo e intreccerai i fiori tra i miei capelli». Sono le ultime parole del Ramakrishna, secondo Philip Glass, a cui ha dato voce il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia del maestro Piero Monti nel concerto inaugurale del Festival di Spoleto della Budapest Orchestra diretta da Ivan Fischer, che piazza Duomo, tra il canto delle rondini,  ha eseguito per la prima volta in Europa la composizione di The Passion of Ramakrishna di Philip Glass, ipnotizzando il pubblico del Due Mondi.

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Festival di Spoleto Un migliaio le persone che, con troppo ritardo, si sono accomodate davanti alla quinta scenica della cattedrale, ormai indiscusso palcoscenico principale del Due Mondi. Tra il pubblico il ministro Renato Brunetta e le principali autorità civili della Regione, dalla presidente della Regione Donatella Tesei al questore Giuseppe Bellassai. «Voglio ringraziare il pubblico che rappresenta sempre il primo riconoscimento per gli artisti e anche per lo staff del Festival, che ha messo il cuore per la preparazione di questa 65esima edizione» ha detto la direttrice Monique Veaute che ha poi lasciato il palco al direttore Fischer e ai primi elementi della Budapest orchestra per l’overture di Bach con la Suite n.4 in re maggiore.

Concerto inaugurale mistico col guru di Glass Ma a non deludere la grande attesa è The Passion of Ramakrishna di Philip Glass, che descrive gli ultimi giorni di vita e il trapasso del maestro spirituale indiano morto appena cinquantenne a causa di un cancro alla gola per il quale i medici consigliavano l’assoluto silenzio, ma invano, perché Ramakrishna ha continuato a predicare incurante dei dolori lancinanti. A dargli voce gli 80 coristi di Santa Cecilia, mentre la moglie di Ramakrishna è stata interpretata dal soprano Maria Stella Maurizi affiancata dal narratore, il baritono Sung-Hwan Damien Park, che hanno ipnotizzato piazza Duomo insieme alla Budapest orchestra. «Spero che le parole di Ramakrishna risuonino anche per il pubblico di Spoleto», aveva detto Glass alla vigilia della prima esecuzione europea e così è stato.

 

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