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giovedì 18 agosto - Aggiornato alle 01:36

Festival di Spoleto, con Mariza alla scoperta del fado. Hannigan prima donna con la bacchetta

Regina vivente della musica portoghese in piazza Duomo, poi largo alla canadese star mondiale della lirica contemporanea

Barbara Hannigan, direttrice d'orchestra e soprano

di Chiara Fabrizi

La regina vivente del fado portoghese Mariza e la direttrice d’orchestra, oltreché soprano, Barbara Hannigan, vera star mondiale della scena lirica contemporanea.

Mariza a Spoleto col fado Riparte dalle donne, indiscusse protagoniste del secondo weekend, il Festival di Spoleto che riaccende i riflettori di piazza Duomo con il concerto della cantante nata in Mozambico, ma cresciuta a Lisbona, e anche per questo straordinaria interprete della saudade, quel tipico sentimento portoghese che col fado canta la sofferenza dell’emigrazione, della lontananza, della separazione, intrecciandoli alle ironie del destino e alla fortuna incostante. A Spoleto Mariza celebra 20 anni di carriera, scanditi da dischi di platino e dal successo che le ha permesso di portare la musica popolare di Lisbona e Coimbra sui principali palcoscenici internazionali. In piazza Duomo festeggia la propria storia artistica, raccolta anche nel suo ultimo album, Mariza Sings Amàlia, ovvero Amàlia Rodrigues, vera regina del fado, deceduta alla vigilia del secondo millennio e musa ispiratrice di Mariza.

Hannigan prima donna con la bacchetta In una provincia del Canada che guarda l’Oceano Atlantico è, invece, cresciuta Barbara Hannigan, da anni apprezzatissima anche in Europa e ora pronta a debuttare al Festival di Spoleto. La direttrice Monique Veaute pur di averla al Due Mondi le ha dato carta bianca e lei ha scelto Francis Poulenc e Jean Cocteau per il primo appuntamento in cartellone di cui è protagonista, ovvero la tragedia lirica in un solo atto La voix humaine che fermerà il tempo in piazza Duomo sabato 2 luglio alle 21.30. Barbara Hannigan vestirà i panni di voce solista e direttrice d’orchestra, entrando anche nella storia del Due Mondi, che per la prima volta affida la bacchetta a una donna. Con lei in piazza Duomo l’orchestra di Santa Cecilia. L’artista, super richiesta dalla scena lirica contemporanea, si trasformerà in Elle, donna respinta, al culmine del dolore e intrappolata in un mondo tra fantasia e realtà. «Ho sempre pensato che le incursioni di Elle nell’irrealtà, nell’illusione e nel controllo, rendessero La Voix Humaine un’opera adatta ad essere cantata e diretta simultaneamente». Un live video, poi, permetterà al pubblico del Festival di Spoleto di osservarla da vicino, di vederne le espressioni, altrimenti nascoste dalla necessità di rivolgersi verso l’orchestra. Completa il programma di sabato sera in piazza Duomo Metamorphosen, studio per 23 archi solisti di Richard Strauss.

Poi da soprano fino al concerto finale Ma Barbara Hannigan a Spoleto sarà protagonista anche dell’appuntamento di domenica 3 luglio alle 21.30 nella cornice del Teatro Romano: Stavolta con lei ci sarà il pianista Stephen Gosling che la accompagnerà nell’interpretazione di Jumalattaret, ciclo di canzoni composto per lei da John Zorn e ispirato al poema epico finlandese Kalevala, che mette alla prova le sue possibilità vocali tecniche ed espressive, insieme ai sette notturni per voce e pianoforte Split the Lark. Ma non è finita, perché Barbara Hannigan è anche protagonista, insieme al direttore Antonio Pappano, del doppio gran finale del Due Mondi. Entrambi partecipano all’Happening musicale del Caio Melisso-Spazio Carla Fendi in programma la mattina del 10 luglio, mentre per il concerto finale della sera, dove sempre Pappano dirige l’orchestra di Santa Cecilia, Hannigan sarà la voce solista per Knoxville. Summer of 1915 di Samuel Barber, lavoro di particolare bellezza e raramente eseguito, tratto dal romanzo di James Agee A Death in the Family: un bambino sdraiato nell’erba d’estate, a Knoxville nel Tennessee, guarda il cielo e lascia che i suoi pensieri rincorrano le gioie e i dolori della vita.

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