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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 16:37

Festival di Spoleto, 165 tra orchestrali e coristi per il concerto inaugurale. Cosa vedere il primo weekend

Novità da testare: fin dal primo giorno sei appuntamenti tra musica, prosa e danza. Largo all’omaggio a Pina Bausch

Concerto finale di Spoleto58 (foto archivio)

di Chia.Fa.

Si inizia con 165 tra orchestrali e coristi per il concerto inaugurale del Festival di Spoleto. Ma il programma del Due Mondi firmato da Monique Veaute segna altri cinque appuntamenti in altrettante location della città che, fin dal primo giorno, ed è una novità da testare, ospiteranno danzatori, musicisti e attori: si va dall’attesissimo omaggio a Pina Bausch fino al debutto di Blanca Li passando per i registi francesi  Jeanne Candel e Samuel Achach.

Concerto inaugurale Tutto pronto, dunque, per Spoleto65 su cui formalmente si alzerà il sipario son la Budapest festival orchestra diretta da Iván Fischer e il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia che eseguiranno, per la prima volta in Europa, di The Passion of Ramakrishna di Philip Glass, che descrive gli ultimi giorni di vita e il trapasso del maestro spirituale indiano morto a causa di un cancro alla gola per il quale i medici consigliavano l’assoluto silenzio, ma invano, perché Ramakrishna ha continuato a predicare incurante dei dolori lancinanti. Il concerto è composto da un prologo, quattro scene e un epilogo, rese ancor più affascinanti dalla partitura, che affida la voce del guru indiano all’intero coro del maestro Piero Monti, ed è accostato alla Ouverture n. 4 in re maggiore di Bach. Gli orchestrali ungheresi, poi, curano anche la rassegna di concerti da camera, a mezzogiorno e alle 17, al Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi, tra musica contemporanea e barocca.

Danza Ma il concerto inaugurale non è il primo appuntamento di Spoleto65. Sì, perché a dare il via al ricco programma è alle 11 del 24 giugno Le Bal de Paris, spettacolo immersivo in realtà aumentata, che va in scena fino alla fine del Festival, dove gli spettatori sono invitati a partecipare al ballo ideato dalla coreografa spagnola Blanca Li, indossando visori ottici e sensori di movimento nel mondo reale e costumi di Chanel in quello virtuale (sala XVII settembre del Teatro Nuovo tutti i giorni del Due Mondi). L’apertura della sezione Danza, invece, è ufficialmente affidata alla celebre coreografia del Sacre du printemps di Pina Bausch riletta dai ballerini della senegalese École des Sables fondata da Germaine Acogny, interprete con Malou Airaudo della seconda parte del dittico (dal 24 al 27 giugno al teatro Nuovo-Menotti rispettivamente alle 21:30, 20:30, 16 e 20:30). Il palcoscenico del teatro Romano, invece, è affidato a Through the Grapevine di Alexander Vantournhout, coreografo belga che sfida il danzatore Axel Guérin a mantenere un costante contatto fisico in un eccentrico pas-de-deux (25 e 26 giugno alle 21:30).

Prosa Il Due Mondi celebra la prosa portando per la prima volta in Italia il teatro musicale di Candel e Achache con lo spettacolo Le Crocodile trompeur/Didon et Énée, vincitore del Premio Molière nel 2014 e tratto dall’opera di Henry Purcell, intreccia teatro shakespeariano e dramma musicale e coinvolge uno straordinario cast di attori che sono anche musicisti (dal 24 al 26 giugno a San Simone rispettivamente alle 21.30 e poi alle 19). Sempre dal primo giorno di Spoleto65, invece, debutta a Spoleto L’appuntamento ossia la storia di un cazzo ebreo, lo spettacolo con la regia di Fabio Cherstich tratto dal romanzo rivelazione del 2020 di Katharina Volckmer, nella nuova produzione del Teatro Franco Parenti (Auditorium della Stella dal 24 al 26 giugno alle 19:45 e poi alle 17).

 

 

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