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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 07:49

Imitazione di una Ferrari 250 Gt: più corta, plexiglass al posto del cristallo e motore sbagliato

Festival di Spoleto per la legalità con l’Agenzia delle Dogane: il finto gioiello automobilistico sequestrato e portato in piazza Pianciani

Ferrari contraffatta (foto Fabrizi)

di Chia.Fa.

Più corta di qualche centimetro, col plexiglass al posto dei cristalli e con un motore sbagliato. Una Ferrari 250 Gran Turismo Swb  contraffatta e sequestrata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli alcuni anni fa in Nord Italia è ora esposta a Spoleto nell’ambito del Festival dei Due Mondi, che da qualche anno riserva spazio anche a iniziative per promuovere la legalità, la più rilevante delle quali quest’anno sarà certamente l’esposizione della teca coi resti dell’auto della scorta di Giovanni Falcone.

VIDEO: ECCO LA FERRARI

Ferrari 250 Gt fasulla al Festival di Spoleto Il gioiello fasullo della casa automobilistica italiana è stato collocato in piazza Pianciani, all’interno di una struttura gonfiabile trasparente. In base a quanto spiegato dal direttore generale dell’Adm, Marcello Minenna, che ha definito il bolide sequestrato «un falso d’autore», la finta Ferrari riproduce un modello prodotto tra il 1959 e il 1962, è stata sequestrata alcuni anni fa in Nord Italia in uno spazio doganale ed era al centro di una vendita da svariati milioni di euro. Gli accertamenti compiuti sulla Gran turismo Swb hanno permesso di accertare come lunghezza, larghezza e altezza del veicolo contraffatto siano inferiori a quelle del modello originale, così come la scocca ricopia grossolanamente le forme della vera Ferrari 250 Gt Swb, mentre gli scendenti laterali sono stati realizzati in plexiglass anziché in cristallo. Per quanto riguarda il motore, poi, è stato spiegato che il modello sequestrato ed esposto a Spoleto è datoto di un V12-4 litri con matricola abrasa invece di un V12-3 litri previsto per quel modello di Ferrari, così come il tappo di rifornimento del carburante è stato posizionato erroneamente, ovvero in corrispondenza del parafango posteriore sinistro, mentre avrebbe dovuto trovarsi sempre a sinistra ma vicino al bagagliaio. Infine sia il telaio che la strumentazione interna non sono coerenti: il primo è recuperato da un’altra Ferrari, probabilmente una 330, come accertato dagli investigatori dell’Adm, che hanno trovato tracce di asportazione della numerazione originale, mentre la seconda è stata applicata con distanze differenti rispetto all’originale.

@chilodice

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