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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 05:39

Caso luci rosse sul Duomo di Spoleto, vescovo: «Nessuno scontro col Festival, ma accordi non rispettati»

Parla monsignor Boccardo: «Abbiamo sempre detto che va rispettata la sacralità del luogo». Spunta il precedente di Sant’Eufemia

Il Duomo spento durante un concerto del Festival

di Chiara Fabrizi

«Patti revocati col Festival, perché non prevedevano luci colorate». Alla fine commenta il caso delle luci rosse sul Duomo di Spoleto monsignor Renato Boccardo, vescovo della diocesi, che ha diffidato la Fondazione Due Mondi a illuminare con luci colorate la cattedrale, che ora è al buio. L’impianto comunale, infatti, non può essere controllato dai light designer del Festiva e in più è unico, ovvero collegato, oltreché ai fari di facciata e campanile, anche ai lampioncini della scalinata e a quelli laterali della piazza, che ovviamente devono essere spenti durante i concerti.

Caso luci rosse sul Duomo La vicenda è esplosa nella notte che ha preceduto il concerto inaugurale della Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fischer quando un cittadino, intorno alle 2 del mattino, ha fotografato la facciata del Duomo “tinta” per pochi minuti di vermiglio durante le prove tecniche. L’immagine è poi stata postata sui social ed è quindi finita sul tavolo del vescovo. A infastidire la Curia, è emerso successivamente, anche le luci rosa e viola comparse sulla cattedrale nello scorcio finale del primo appuntamento del 24 giugno, che era iniziato alle 19.30, quindi prima del tramonto. Sul punto, però, da ambienti del Festival, che ufficialmente non ha voluto commentare l’accaduto, emerge che anche lo scorso anno, in occasione dei concerti di piazza Duomo, il viola o il rosa tenue erano stati utilizzati, senza che si arrivasse alla diffida di Spoleto 65.

Parla il vescovo di Spoleto «Abbiamo sempre detto, anche in occasione di altri eventi, che occorre rispettare la sacralità del luogo, utilizzando – sono le parole del vescovo a Umbria24 – luci chiare e tenue, perché il Duomo è un luogo di culto non la quinta scenica dei concerti o spettacoli». Le fotografie del Duomo colorato, a cominciare da quel rosso vermiglio, che comunque è comparso per ragioni tecniche e non era ovviamente previsto durante il concerto inaugurale, ha portato a una rottura. «Non c’è nessuno scontro tra Curia e Festival» minimizza il presule, aggiungendo quanto già emerso lunedì: «Dopo l’accaduto abbiamo richiamato gli accordi, che non parlavano di luci colorate sulla facciate, e li abbiamo revocati».

Il precedente di Sant’Eufemia In queste ore, comunque, spunta un altro precedente, che risale al 2021 e si è consumato a Sant’Eufemia, location che lo scorso anno la Diocesi ha concesso al Due Mondi per due concerti. In quell’occasione sarebbero stati utilizzati i bagni dell’adiacente museo diocesano come camerini e sul mobilio sarebbero stati lasciati capi di abbigliamento. Un comportamento, questo, non esattamente da protocollo, che ha lasciato perplessa la Curia. Quest’anno Sant’Eufemia non ospita nessun evento del Due Mondi, ma dalla Diocesi assicurano che ciò non ha a che fare con quanto accaduto lo scorso anno e per confermarlo indicano la mostra che dal 6 luglio aprirà nella chiesa di via Saffi, ovvero Enigma Raffaellesco, visitabile fino al 6 ottobre salvo proroghe.

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