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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 05:42

Caso luci rosse sul Duomo di Spoleto, scontro tra Diocesi e Festival. Ora resta al buio

Foto scattata alle 2 di notte durante le prove tecniche fa infuriare la Curia. Sparisce il “fondale” più bello del Due Mondi

Duomo spento per il concerto del 2 luglio di Barbara Hannigan

di Chiara Fabrizi

La diocesi di Spoleto-Norcia ha diffidato il Festival dei Due Mondi a illuminare artificialmente il Duomo durante i concerti e gli appuntamenti dell’edizione numero 65. Il caso è esploso a poche ore dall’inaugurazione della manifestazione e sarebbe riconducibile, questo è stato possibile ricostruire, alle luci rosse che hanno acceso la cattedrale durante le prove tecniche del concerto inaugurale, ovvero alle 2 del mattino della notte tra giovedì 23 giugno e venerdì 24 giugno.

Caso luci rosse sul Duomo di Spoleto Un’illuminazione, questa, va precisato, ma è ovvio, non destinata a essere utilizzata durante il concerto della Budapest festival orchestra diretta da Ivàn Fischer, ma necessaria a light designer del Due Mondi per calibrare le luci, tanto che quel rosso incriminato avrebbe “tinto” soltanto per pochi minuti la facciata. Tuttavia, il Duomo vermiglio è stato immortalato con lo smartphone da un cittadino che a tarda notte passeggiava in zona e poco dopo lo ha postato sui social, facendo infuriare monsignor Renato Boccardo, alla guida della diocesi, oltreché capo dei vescovi umbri.

Scontro tra Diocesi e Festival Boccardo, infatti, aveva autorizzato il Festival di Spoleto a illuminare il Duomo utilizzando, come sempre e anche per altri eventi, soltanto luci tenui, rispettose cioè del luogo di culto, che è anche la cartolina del Due Mondi e negli ultimi anni, specie causa Covid e assenza dell’opera, pure il palcoscenico principale della manifestazione. La facciata illuminata di rosso, però, ha fatto saltare gli accordi presi tra le parti, tanto che dalla Curia è scattata la diffida a carico della Fondazione Festival, a cui è stato di fatto vietato di utilizzare illuminazioni artificiali sul Duomo. Il risultato è che la cattedrale con la sua splendida facciata e l’imponente campanile sono spenti durante i concerti in piazza.

Facciata e campanili spenti Per l’appuntamento inaugurale, che ha preso il via alle 19.30 ed è durato circa un’ora, nessuno ha notato gli effetti della crisi in corso tra Diocesi e Due Mondi, perché gli applausi finali sono arrivati prima del tramonto. L’impatto dello scontro tra le parti, invece, è diventato evidente nella seconda settimana di Festival e per tre serate, ovvero quando piazza Duomo ha ospitato giovedì il concerto di Mariza, poi sabato quando è stato il turno di Barbara Hannigan, diventata peraltro la prima direttrice d’orchestra della storia del Due Mondi e, infine, per l’appuntamento jazz di domenica sera con Diane Reeves.

I fari dell’Ase non si controllano Lo scontro, che alla fine penalizza l’immagine di Spoleto, non può essere risolto accendendo durante i concerti l’illuminazione del Comune, che con Ase (azienda servizi dell’ente) gestisce le luci di piazza Duomo. Innanzitutto perché l’impianto è unico, ovvero oltre ai fari di facciata e campanile è collegato anche ai lampioncini presenti lungo la scalinata e ai lati della piazza, che ovviamente durante i concerti devono restare spenti. Ma anche immaginando due distinte “linee” di controllo delle luci comunali di piazza Duomo, i fari che puntano sulla cattedrale non possono essere gestiti dai tecnici del Due Mondi, attenuandole o alzandole, non essendo luci di scena.

@chilodice

 

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