mercoledì 17 luglio - Aggiornato alle 05:20

Capossela al Festival di Spoleto omaggia Joao Gilberto e intona “Gorizia” il canto antimilitarista che scandalizzò nel ’64

Quasi 2mila in piazza Duomo per due ore di ballate mistiche tra pestilenze e allegorie, San Francesco e Oscar Wilde. Sul palco anche i Micrologus di Assisi che «resuscitano musica»

Vinicio Capossela in piazza Duomo per il Festival di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Vinicio Capossela al Festival di Spoleto omaggia con Estate Joao Gilberto, tra i padri del bossanova scomparso sabato in Brasile a 88 anni. E intona anche O Gorizia tu sei maledetta, il canto antimilitarista della Grande guerra che Michele Luciano Straniero interpretò nello spettacolo Bella Ciao del Due Mondi del 1964, facendo infuriare gli ufficiali presenti in sala e innescando uno scandalo di proporzioni nazionali. Sono tra i momenti più alti della Cantata delle Creature, il concerto di Capossela per il Festival di Spoleto, inserito nel tour Ballata per uomini e bestie, il suo undicesimo appena uscito e già vincitore della Targa Tenco come miglior album.

VIDEO: OVUNQUE PROTEGGI

Circa 1.800 quelli che si sono accomodati in piazza Duomo per l’artista di origini irpine che resta due ore in scena, tanto da dire «ci ho messo 29 anni a farmi invitare al Festival, non me ne andrò facilmente». Scusandosi laicamente per le spalle alle cattedrale, Capossela canta le sue nuove ballate dal sapore mistico ma coi piedi ben piantati a terra, dove è in corso La Peste del «commenta e condividi». Capossela al Due Mondi indossa maschere, cappelli e parrucche, che evocano le “bestie” che popolano l’ultimo disco. Con o senza allegoria, l’artista cinquantenne canta il «nuovo Medioevo» e prova a illuminarlo con Oscar Wilde e soprattutto con San Francesco e la sua Perfetta Letizia. Assisi protagonista anche per la partecipazione dell’ensamble Micrologus di Patrizia Bovi  «che ha resuscitato musiche a lungo solo immaginate», spiega Capossela al pubblico. Con loro sul palco il Medioevo è quello del XI-XV secolo, prima che Capossela si accomodi al pianoforte con un bicchiere di vino bianco per l’omaggio a Joao Gilberto e per l’ultimo brano: Ovunque Proteggi.

@chilodice

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