mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 20:22

Balletto triadico e la genialità di Kandinsky insieme per la prima volta: così il Festival di Spoleto celebra il Bauhaus

Nuovo-Menotti gremito per la prima, lunghi applausi per il capolavoro coi costumi geometrici e i quadri in movimento

Balletto Triadico al Festival di Spoleto peri 100 anni del Bauhaus

di Chia.Fa.

Per la prima volta insieme il capolavoro di Schlemmer e la genialità di Kandinsky. È una festa di compleanno speciale, perché unica e probabilmente irripetibile, quella con cui il Festival di Spoleto ha omaggiato i cento anni dalla fondazione del Bauhaus, aprendo il Nuovo-Menotti a opere visionarie, rigorosamente geometriche e mai messe in scena in un teatro nella stessa serata. E infatti palchetti e platea sono pieni, anche se si sente netta la fatica del pubblico del Due Mondi davanti alla produzione del 2014 del Balletto triadico, per la prima volta messo in scena nel 1922 e ricostruito nel 1977.

Ma i diciotto costumi del capolavoro di Oscar Schlemmer sono straordinari e sono loro a decidere i movimenti dei danzatori del Bayerisches junior ballet di Monaco, costretti dalla triade di solidi, vale a dire sfera, cubo e piramide, che segnano e trasformano i loro corpi, dettando le regole di nuovi movimenti, rivelatesi fondamentali per la danza moderna. Al balletto ottocentesco che monopolizzava i teatri, il prof del Bauhaus risponde con marionette robotiche, che ancora oggi riempono il Nuovo-Menotti, senza scenografie solo luci essenziali, come le musiche di Hans Joachim Hespos, scelte come i costumi prima della scenografia. Il secondo tempo della festa di compleanno per i cento anni del Bauhaus, organizzata dal Festival di Spoleto in collaborazione con l’Akademie Der Kunste Berlin e Bauhaus 100 jahre, è tutta dedicata alla genialità di Wassily Kandisky e all’opera Quadri di un’esposizione, considerata anche questa di riferimento per il teatro moderno. Al pianoforte per eseguire la suite di Modest Mussorgsky il musicista Holger Groschopp che ha accompagnato tutte le figure geometriche, vere protagoniste della ricerca estetica profonda come la terza dimensione che viene presentata al pubblico del Due Mondi. Con un sistema di corde tecnicamente complesso, cerchi, rettangoli e quadrati spuntano in scena, seguendo il pianoforte e formando sedici quadri in movimento, fino all’ultimo enorme e maestro. Lunghi applausi per l’omaggio al Bauhaus.

 

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