mercoledì 22 novembre - Aggiornato alle 19:22

Festival di Spoleto, gli undici guerrieri di Jackie Chan fanno volare il Nuovo-Menotti

Arti marziali, teatralità e danza contemporanea: il Due Mondi riscopre e apprezza il misticismo orientale

E’ la prima di uno spettacolo sensazionale, quella proposta dal Festival di Spoleto, che sul palco del Nuovo-Menotti ha portato 11 Warriors: undici atleti della Long Yun Kung Fu troupe diretta da Hu Wei e creata dalla star internazionale Jackie Chan.

Teatro gremito per gli undici guerrieri di Jackie Chan Un spettacolo “popolare”, di forte impatto, coinvolgente, che racconta culture lontane. 11 Warriors è un viaggio alla scoperta di storie e simbolismi di altre terre, un racconto in chiave quasi cinematografica di misticismo, spiritualità e disciplina dei guerrieri cinesi del Kung Fu. Non solo arte marziale, ma anche danza contemporanea, teatralità, atletismo compongono un cocktail finemente composto per il pubblico del Due Mondi, che venerdì sera ha affollato il Nuovo-Menotti, pieno dalla platea al loggione. Come in una giungla, corpi che si trasformano in animali, corpi come molle, esplosivi, capaci di saltare come schegge e rimanere sospesi come nelle migliori tradizioni cinematografiche.

Come in un film Costante riferimento ai classici della storia del cinema. Da Hero alla Foresta dei Pugnali Volanti per approdare alla figura quasi mitologica di Brice Lee, la compagnia di Pechino diverte e ironizza sui cliché delle arti marziali televisive In effetti la Long Yun Kung Fu Troupe è sempre richiesta dai maggiori produttori cinematografici mondiali per rappresentare le tecniche del Kung Fu, sia tradizionali che più avanguardiste. E il pubblico del Due Mondi gradisce. 11 Warriors riscuote più e più applausi, anche a scena aperta, fino a quello finale, lunghissimo, che ‘costringe’ gli attori della compagnia a trasformare i saluti in un inusuale bis.

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