sabato 23 settembre - Aggiornato alle 12:48

Festival di Spoleto, ‘blitz’ artistico per ricordare Menotti: palloncini e manifesti nelle fontane

Gesto anonimo compiuto nella notte in centro storico, nel testo affisso: «Non è un concerto di voci di protesta ma di collaborazione»

I palloncini in piazza del Mercato (foto da Facebook)

di Chia.Fa.

E’ firmato dai ‘palloni gonfiati’ ed è quindi anonimo, l’omaggio a Gian Carlo Menotti, fondatore e ideatore del Due Mondi, su cui domenica calerà il sipario della 60ma edizione.

‘Blitz’ artistico per Menotti Nella notte tra venerdì e sabato in diverse fontane del centro storico, le più importanti quella di piazza del Mercato (foto) e piazza Fontana, sono stati collocati dei palloncini bianchi con sopra stampato il volto di Menotti. Sabato mattina, quindi, tra le vie del centro storico si sono scoperte fontane colme di palloncini galleggianti, tra queste anche quella appena fuori la porta storica di via Monterone.

Palloncini e manifesti nelle fontane Un po’ ispirata ai lavori di Graziano Cecchini, l’installazione è accompagnata da un messaggio, lasciato in un numero più ampio di fontane, compresa quella di via del Duomo, davanti al Panciolle. Nelle parole del gruppo anonimo che ha compiuto il blitz artistico e celebrativo c’è il ricordo delle prime edizioni del Due Mondi quando «il programma nasceva con una coerenza interna, narrativa, capace di rappresentare il classico con gli occhi del contemporaneo».

«Concerto di voci non è di protesta ma di collaborazione» La critica è garbata e almeno sulla carta costruttiva perché «attorno alle fontane, nelle piazze, i cittadini di questa città creano un concerto di voci non di protesta, ma di collaborazione con la volontà di chi vuole includere tutti». Non si nomina il sindaco Fabrizio Cardarelli, presidente della Fondazione Festival, né il direttore artistico Giorgio Ferrara, ma si ricorda il fondatore del Due Mondi «con un gioco leggero» come appunto i palloncini che galleggiano, ma anche con «tanta voglia di tener vivo il dibattito sulla cultura a Spoleto come trama identitaria e motore di sviluppo per costruire il destino comune di questa città».

 

Di seguito il ‘manifesto’ affisso in alcune fontane monumentali della città

Vigilia dell’ultimo giorno del 60mo Festival di Spoleto (già dei Due Mondi)

Spoleto aleggia e galleggia – impalpabile e anche inafferrabile – la memoria di Gian Carlo Menotti, ideatore e fondatore del Festival dei Due Mondi. Menotti scelte Spoleto per farvi convergere tutte le discipline artistiche e dello spettacolo poste a dialogo tra le diverse culture della Terra.

L’arte e la sperimentazione qui presero forma con un metodo che tutt’ora affascina: dare spazio al nuovo, innescando contaminazioni proficue e trasgressive, irrispettose rispetto a limiti e confini. In una quindicina di giorni, il programma del Festival dei Due Mondi metteva in scena anteprime mondiali che poi si sarebbero viste negli anni successivi in giro per il resto del mondo.

Il programma nasceva con una coerenza interna, narrativa, capace di rappresentare il classico con gli occhi del contemporaneo. Ci sembra giusto ricordare con un gesto ‘leggero’ come un palloncino d’aria quel metodo che ha nutrito il nostro immaginario, formato il nostro sguardo sulle cose, dato ossigeno ai nostri pensieri. Noi che siamo nati e cresciuti all’indomani di quella prima edizione di 60 anni fa ci piace poter dire la nostra su una vicenda che ci ha fatto crescere e che ci piace veder continuare a crescere – proprio perché amiamo il contemporaneo e non ci sentiamo orfani di nessuno.

Palloncini pieni d’aria che galleggiano sull’acqua delle fontane: aria per respirare, acque che è l’impalpabile forma del tempo che scorre. Nelle fontane resta apparentemente sempre la stessa, a livello, ma è sempre nuovo perché fluisce e gorgoglia. Fa da colonna sonora alle conversazioni che attorno alle fontane, nelle piazze, i cittadini di questa città scambiano tra di loro e condividono con chiunque voglia partecipare. Un concerto di voci non di protesta ma di collaborazione con la volontà di chi vuole includere tutti.

Con un gioco, ci piace rendere omaggio e ricordare il maestro Menotti con gratitudine senza nostalgie – sappiamo che nessun direttore artistico può essere tale per sempre pena l’esaurimento della spinta innovativa – e con tanta voglia di poter tener vivo il dibattito sulla cultura a Spoleto come trama identitaria e motore di sviluppo per costruire il destino comune di questa città, di tutte le sue iniziative festival incluso. 

 

 

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