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martedì 9 agosto - Aggiornato alle 01:12

M5s in Umbria sotto la media e zero collegi: nel mirino la gestione della campagna elettorale

Grafico con il confronto 2013-2018: al Nord persi 113 mila voti, al Centro 50 mila guadagnati. Il boom al Sud: oltre due milioni in più

I candidati per Camera e Senato insieme ad Agea e Liberati (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Bene, ma non benissimo. Fare le pulci al primo partito umbro per percentuale di consensi potrebbe sembrare un voler cercare a tutti i costi il pelo nell’uovo, ma non è così. Il Movimento in Umbria si è fermato, si fa per dire, al 27,5 per cento, sotto la media nazionale che è del 32,7 e sui livelli di cinque anni fa (27,2). In termini assoluti però sono andati persi 2.228 voti, da 142.959 a 140.731. L’altro dato eclatante riguardo alla performance del Movimento sta nell’esito della partita nei collegi, dove i pentastellati scelti tra la società civile non hanno toccato palla, compresa Paola Giannetakis, candidata a Perugia e indicata da Luigi Di Maio come possibile ministro dell’Interno. Come noto la partita è finita con un 5-0 a favore dal centrodestra trainato dal turboleghismo.

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Freno a mano La sensazione è anche che il Movimento in Umbria abbia condotto una campagna elettorale non spingendo l’acceleratore fino in fondo. Pochissimi comunicati stampa per dar conto delle iniziative sul territorio, poca visibilità sul territorio e molta attività social, quasi a non volersi muovere troppo puntando tutto o quasi sul traino nazionale. Fatto sta che il Movimento raccoglie in termini assoluti gli stessi voti di cinque anni fa, con un’altra parte di elettorato che ha indirizzato la propria domanda di cambiamento radicale rivolgendosi alla Lega, passata dai 3 mila voti di cinque anni fa ai 102 mila di domenica. E ora nel Movimento umbro a fari spenti serpeggia il malumore per questa campagna elettorale col freno a mano tirato, tanto che nel mirino ci sono quelli che l’hanno gestita, cioè il consigliere regionale Andrea Liberati.

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I numeri A microfoni spenti si commenta con una certa amarezza la maggior presenza sul territorio della Lega, che ha sottratto voti ai pentastellati umbri, e il fatto di non aver spinto a sufficienza. Quanto al quadro geografico, la situazione è chiarissima ed è riportata nel grafico di Umbria24 in fondo all’articolo. Ragionando in termini assoluti nelle regioni del Nord, ovvero Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli e Liguria, i pentastellati perdono 113 mila voti, guadagnando consensi solo in Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino. Nelle regioni del Centro, cioè Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Toscana, ne guadagnano 50 mila con incrementi di 40 mila voti in Emilia e 18 mila nelle Marche che compensano i cali in Toscana e Umbria. È nel Sud e nelle isole, come mostra in modo palese la mappa dei collegi, che il M5s dilaga guadagnando due milioni di voti, cioè la differenza tra i 8.691.406 presi nel 2013 e i 10.697.994 di domenica.

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Gallinella e Ciprini Tornando all’Umbria, i rieletti Ciprini e Gallinella esultano: «Quello di domenica – dicono – è un risultato storico che dimostra la bontà del lavoro fatto e, soprattutto, che va al di là dei tradizionali schemi di destra e sinistra. È un risultato che riguarda i grandi temi irrisolti della nazione, non le ideologie». Per i due parlamentari ora gli obiettivi saranno la «creazione di un ‘punto agricolo’ in Umbria per dare voce a tutti gli agricoltori – dice Gallinella – e il pressing sull’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), affinché vengano accelerate le operazioni di pagamento». «Continuerò ad occuparmi della questione lavoro – dice invece Ciprini – e dei cambiamenti già in atto, a seguito della veloce evoluzione tecnologica, per poterli governare con appositi programmi politici».

4 risposte a “M5s in Umbria sotto la media e zero collegi: nel mirino la gestione della campagna elettorale”

  1. Open your Eyes ha detto:

    Ovvio che se non prendi una chiara posizione sui migranti, la Lega che l’ha presa, ha guadagnato più voti…

    • Beppe beppe ha detto:

      Sui migranti fu proprio maroni nel 2009 q firmare patto con l europa – adesso vorrebbe cambiare la legge indetta dal suo ex capo lega ?

  2. Beppe beppe ha detto:

    Abbiamo raddoppiato i voti se non triplicati- considerando che il movimento viaggia da solo senza strane coalizioni. Quindi unq vittoria schiacciante in tutti i fronti. Chi è questo giornalaio che scribacchia pagine ?

  3. silvia ha detto:

    no, non è questione della gestione della campagna elettorale…..è che siamo stufi di non vedere mai cose buone, solo tasse, degrado, abbandono delle campagne e delle periferie, della disoccupazione, della criminalità, delle invasioni, delle inefficenze,degli sprechi, ecc,ecc, cosa si aspettavano???? non bastano le feste dell’unità, un bicchiere di vino……….c’è grande voglia di cambiamento

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