sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 10:41
13 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:51

Spazio, prossima frontiera del lavoro: l’Università dà vita al Curriculum in elettronica per l’aerospazio

Percorso formativo progettato nell'ambito della laurea magistrale in Ingegneria elettronica. Presentazione martedì al Dipartimento di Ingegneria

Spazio, prossima frontiera del lavoro: l’Università dà vita al Curriculum in elettronica per l’aerospazio
Il nano-satellite Cubesat

Un settore in piena espansione quello formato dalle imprese che sorreggono la filiera della «space economy» e della «Internet of space»: dalla progettazione degli apparati di volo al lancio dei satelliti fino alla elaborazione dei dati collezionati dai sistemi aerospaziali e dai satelliti. Un settore che in futuro sarà sempre più in grado di fornire un’occasione di lavoro e, in quest’ottica, il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia ha deciso di dare vita al Curriculum in elettronica per l’aerospazio, un percorso formativo progettato nell’ambito della laurea magistrale in Ingegneria elettronica. A presentarlo, martedì alle 9.30 nell’aula magna del Dipartimento, la presidente della Regione Catiuscia Marini, il rettore dell’Università Franco Moriconi, il presidente di Umbria aerospace cluster Antonio Alunni e il direttore del Dipartimento Giuseppe Saccomandi.

Lavoro L’istituzione del Curriculum è finalizzata alla creazione di opportunità di lavoro altamente qualificato per i laureati, sia a livello locale, sia a livello nazionale e internazionale. Lo spazio si avvia infatti a diventare un’enorme opportunità per le comunicazioni a livello globale con investimenti molto ingenti per la realizzazione di infrastrutture costituite da costellazioni di migliaia di satelliti, che garantiranno coperture destinate a portare la banda larga anche nelle zone più remote e isolate del pianeta. Tali infrastrutture non sono più legate ad aziende governative ma sono opera di aziende private (Google, Airbus, Iridium, SpaceX e altre ancora) che tenderanno ad assumere personale e a sviluppare economicamente la filiera che sorregge la «space economy» e l’«Internet of space».

Il Polo umbro La creazione del nuovo percorso di formazione è da collegare ovviamente anche alla presenza, in Umbria, del Polo Aerospaziale dell’Umbria, oggi Umbria Aerospace Cluster, un’aggregazione di 29 grandi e piccole imprese che, nel 2014, ha vantato un fatturato complessivo di 354 milioni di euro, con un numero di addetti di circa 2.900 unità, in tendenziale aumento nonostante il periodo di crisi che ha colpito altri settori produttivi. L’orizzonte non si limita ovviamente all’ambito regionale ma si estende a quello nazionale e internazionale che vedono uno sviluppo crescente del settore in termini di fatturato e di addetti, in controtendenza con altri settori industriali fortemente penalizzati dalla crisi.

Cubesat Congiuntamente alla presentazione di alcune attività in ambito aerospaziale a livello regionale e nazionale, che vedrà la partecipazione dell’Agenzia spaziale italiana, nonché di aziende umbre e nazionali del settore, verrà presentato il progetto didattico Umbria Space Lab. Il progetto prevede il coinvolgimento degli studenti nella progettazione, costruzione e lancio di un satellite di tipo “cubesat”, avvalendosi della collaborazione dell’Asi e di aziende del cluster, che dal 2008 mette in rete le aziende umbre che operano nel settore dell’aerospazio e della difesa, e di un’azienda nazionale specializzata nel settore, realizzando così un esperimento di collaborazione università-imprese unico in Italia.

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