sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 14:05
5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:54

Sopralluogo nella ‘Valle dei fuochi': «Per riporti utilizzati 4 milioni di metri cubi di materiali»

La commissione Salute di palazzo Cesaroni nella zona oggetto di indagini: «Nessun allarmismo, aspettiamo i risultati delle analisi di Arpa»

Sopralluogo nella ‘Valle dei fuochi': «Per riporti utilizzati 4 milioni di metri cubi di materiali»
Un momento del sopralluogo

È iniziato dal campo sportivo a fianco delle piscine comunali di Tavernelle il sopralluogo della Terza commissione consiliare in Valnestore, in special modo nei dintorni dell’ex centrale Enel e nelle discariche al centro di un’indagine della Procura della Repubblica di Perugia su quella che è passata ormai alla cronaca giornalistica come «Valle dei fuochi». Oltre ai membri della commissione hanno partecipato al sopralluogo anche i sindaci di Piegaro e Panicale, Roberto Ferricelli e Giulio Cherubini, che hanno accompagnato i consiglieri regionali. Stando ai numeri forniti in mattinata proprio dai primi cittadini, ammontano a quattro milioni di metri cubi i materiali, provenienti dalla ex centrale, utilizzati per costruire riporti e rilevati alti fino a due metri. Una cifra che riguarda le quantità autorizzate, dunque quelle realmente usate potrebbero essere maggiori. I materiali sono serviti per aree produttive, spazi per sport e tempo libero e per rimodulazioni ambientali.

Il sopralluogo A questi vanno aggiunti altri materiali affiorati in campi, prossimi a due discariche autorizzate già dal 1986. Su tutti questi versanti sono in corso le indagini di Arpa, che interesseranno anche le colture e i pesci dei laghetti presenti nella zona, per escludere la possibilità che composti con attività radioattiva possano essere migrati nelle falde. Le indagini sono partite grazie a un esposto di un privato cittadino che ha denunciato la presenza di materiali provenienti da La Spezia (conferimenti autorizzati molti anni fa), su cui non vi sono le certezze della lignite proveniente invece dalla ex centrale umbra, le cui ceneri sono state utilizzate per realizzare riporti di terreno in aree produttive, spazi per lo sport, come il campo sportivo adiacente le piscine di Tavernelle e in numerose altre zone.

Solinas «La Commissione – ha commentato al termine del sopralluogo il presidente Attilio Solinas – ha voluto fare una verifica sul terreno per rendersi meglio conto di cosa si parla, dato che c’è un’indagine in corso e sono usciti articoli di stampa che hanno destato un certo allarme. In questo momento non si possono tirare conclusioni azzardate, non prima di una attenta verifica scientifica. Necessario indagare sulle ceneri di lignite versate per decenni in quantità enormi, anche in epoche in cui non esisteva la legislazione attuale e i relativi controlli. L’Arpa analizzerà tutto». Secondo Ricci invece ora bisognerebbe «realizzare una carta tematica tecnica, geologica e ambientale delle zone rilevando i punti più sensibili e, per ognuno di questi, ipotizzando costi e tempi delle bonifiche possibili, inoltrando le richieste finanziarie anche al Governo ai fini di una iniziativa legislativa a carattere speciale».

Ricci e Squarta Secondo il portavoce del centrodestra inoltre questa può essere l’occasione anche per «definire un programma di valorizzazione socio economica e turistico ambientale di tutta l’area, anche attraverso un concorso per idee, teso a coinvolgere anche l’Unione Europea per ottenere fondi sia strutturali che non strutturali». Di sopralluogo «particolarmente importante» parla anche il consigliere di FdI Marco Squarta: «Ci ha dato – dice – l’opportunità di toccare con mano una questione che sta creando grande preoccupazione, legata alle segnalazioni che arrivano da parte degli abitanti della zona, in larga parte con casi di tumori in famiglia. Confidiamo come sempre nel buon operato della magistratura, in attesa dei risultati delle verifiche messe in atto nella zona. Noi non vogliamo alimentare nessun allarmismo, chiediamo soltanto di sapere la verità».

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